Calcio Napoli: ingresso in Champions o Muerte

Calcio Napoli: ingresso in Champions o Muerte
Antonio Conte - foto repertorio -

A -9 dalla capolista Inter, eliminati dal Como in Coppa Italia, agli Azzurri non resta che l’obiettivo 3/4° posto

Che fosse complicata, la stagione post-scudetto, a Napoli se l’aspettavano un po’ tutti; a cominciare proprio dal mister azzurro, Antonio Conte, che, alla vigilia della nuova annata calcistica e anche dopo il suo inizio, non predicava altro che quanto fosse complicato ripetersi con il quarto scudetto bello e cucito sulle maglie.

Che lo fosse in questa maniera che, salvo per la posizione occupata in campionato, pare quasi essere la riproposizione del dopo terzo tricolore, in pochi, pochissimi, a cominciare, crediamo, proprio dal tecnico pugliese, lo potevano solo lontanamente immaginare.

Diciamo che le attenuanti per allenatore e squadra non mancano, a cominciare da una sessione estiva del calciomercato sbagliata per un buon 50% nella scelta dei calciatori individuati per far crescere in qualità e non solo in quantità la rosa, e da una incredibile sequela di infortuni, quasi o tutti di un certo spessore, che neppure il più pessimista dei pessimisti avrebbe potuto intravvedere nella misura con la quale è stato colpito il Napoli.

Detto questo, però, le giustificazioni finiscono qui e bisogna pur dirsi le cose come stanno senza cercare alibi o scuse che lasciano il tempo che trovano.

Questione mercato: il presidente, il direttore sportivo e il mister si sono un minimo rapportati prima di buttare, letteralmente o quasi, un buon centinaio di milioni d’euro nel water? In parole povere, i Beukema, i Lang, i Lucca, i Marianucci e compagnia (non) giocando incontravano davvero il favore del tecnico napoletano o sono ascrivibili, unicamente, all’azione del duo De Laurentiis-Manna?

Caso infortuni: qui le chiacchiere stanno davvero a zero e, a fine stagione, qualcuno o qualcosa dovrà spiegare davvero i perché di queste rotture a raffica dei calciatori azzurri, anche in quelli che la passata stagione hanno già assaggiato i metodi di lavoro di Antonio Conte e del suo staff senza mai marcare visita nemmeno in una partitella scapoli-ammogliati.

Scelte dell’allenatore: siamo proprio sicuri che il buon Antonio non sia esente da colpe in quella che, Supercoppa Italiana a parte, rischia veramente di palesarsi come una disfatta totale se, a fronte degli investimenti fatti e degli incassi/ricavi percepiti, si dovesse finire malauguratamente fuori dalle prime quattro in Serie A e, consequenzialmente, saltare ancora la Champions League? Si è proprio certi che Conte il vincente non abbia responsabilità nell’inopinanta uscita ai Quarti di Coppa Italia per mano del Como o, peggio ancora, nel 30° posto su 36 squadre raggiunto nell’ex Coppa dei Campioni con scottante, bruciante, umiliante eliminazione, unica squadra italiana, già nella prima fase della Coppa dalle Grandi Orecchie?

Domande, quesiti, curiosità alle quali, speriamo, qualcuno a chiusura dell’annata calcistica 2025-26, forse, risponderà; ma ora non c’è tempo per disamine, analisi, osservazioni di tutto quello che fin qui non è andato come doveva andare. Ora è tempo di rimanere concentrati, sul pezzo, fin dal prossimo turno che vede il Napoli impegnato nello scontro diretto per la qualificazione alla prossima Champions contro la Roma di Gasperini. Fallire l’obiettivo, stavolta, aprirebbe scenari non positivo per società, squadra, ambiente che oggi si possono solo, appena, percepire.

Per questo, da qui alle partite che restano alla fine del campionato, il motto azzurro dovrà essere solo e soltanto: “4° posto o muerte!

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