Volley: Gaia Energy Napoli torna con disonore in Serie B
La Gaia Energy Napoli al rompete le righe

Adesso ripensare e rifondare tutto

L’ultima, esile, impercettibile, pressoché impossibile chance per provare a restare in massima serie, aggrappandosi al treno dei playout, è praticamente svanita, tramontata, defunta nell’ultima giornata della Regular Season 2025-26 della Serie A3 Credem Banca Pallavolo: la Gaia Energy Team Volley Napoli perde la 17esima partita su 18 stagionali in quel di Modica e saluta, dopo quattro stagioni, la massima divisione pallavolistica nazionale per tornare in quella cadetteria che, bisogna dirselo con franchezza, è forse più consona e confacente alle possibilità economico-strutturali-progettuali del management a guida della società azzurra.

Quando, già retrocessa sul parquet ma salvata la categoria nella scorsa stagione grazie al “regalo” del ripescaggio, si vive alla giornata non pianificando un mercato degno di tale nome per una squadra che voglia, almeno, conservare l’esistente; si perdono tutte le partite disputate meno una, risultando ultima in maniera imbarazzante e incontrovertibile; si caccia a 24h dalla sfida decisiva per il difficile ma ancora possibile aggancio all’extra-time dei playout il proprio allenatore con un post sui social, allora davvero non c’è nulla da recriminare su quello che è stato né da rimpiangere per quello che avrebbe potuto essere: il triste finale di questo campionato, praticamente, se lo si è scritti da soli in agosto e non certo domenica 15 marzo.

A questo punto, crediamo che, di là delle parole di circostanza espresse dal Direttore generale Francesco Matano, a cui va riconosciuta passione e dedizione alla causa del volley napoletano, su “una serie A3 fatta di 21 club…, sull’impegno profuso e l’onestà dei componenti dello staff…”, sia tempo di aprire una seria, onesta, ponderata riflessione su come e se andare avanti. È chiaro a tutti, in primis, pensiamo, allo stesso Matano, che senza l’ingresso di nuovi soci, l’aiuto concreto delle Istituzioni, sponsorizzazioni di livello ma, soprattutto, un progetto solido che vada oltre l’orizzonte di un ritorno immediato in A3, questa società non può da sola sostenere l’onere di palcoscenici più importanti che richiedono capitali, strutture, professionalità e non solo pur lodevoli idee e iniziative nella quali, va riconosciuto, l’attuale management non ha mai difettato.

Si aspettano sviluppi: li chiede la tifoseria, la piazza, la città che pur aveva voluto credere in quel sogno, riassunto in un efficace slogan, che “Napoli è anche Pallavolo!”; e che oggi, purtroppo, si lecca le ferite di una retrocessione che, permettetecelo di scrivere, sa più di vergogna che di sconfitta!

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