Inaugurate dal presidente della Regione Lazio Francesco Rocca
È stata inaugurata, lunedì 30 marzo, la nuova Casa della comunità “Bolsena”, la seconda attivata nella Tuscia dopo quella di Bagnoregio lo scorso 17 marzo. Un presidio strategico della sanità territoriale che rafforza il modello di assistenza di prossimità, portando servizi, prevenzione e presa in carico sempre più vicino ai cittadini. La struttura si trova in via IV Novembre snc.
Alla cerimonia hanno partecipato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il direttore generale della ASL di Viterbo Egisto Bianconi e il sindaco di Bolsena Andrea Di Sorte, assieme a rappresentanti istituzionali, operatori sanitari e cittadini.

La giornata si è aperta in piazza Matteotti con il “Villaggio della comunità”, uno spazio dedicato all’incontro tra operatori della ASL e cittadini, dove sono stati offerti servizi informativi, attività di prevenzione e prestazioni di base con l’obiettivo di promuovere la cultura della salute e favorire l’accesso consapevole ai servizi. A seguire, il trasferimento presso la struttura di via IV Novembre, dove si è svolto il taglio del nastro e la visita istituzionale alla Casa della comunità, già operativa nei suoi servizi.
UNA STRUTTURA RINNOVATA GRAZIE AL PNRR
La nuova Casa della Comunità di Bolsena nasce al termine di un importante intervento di riqualificazione e ristrutturazione, finanziato con fondi PNRR per un importo di circa 2 milioni e 250mila euro. Si tratta di una struttura moderna, accogliente e funzionale, progettata per rispondere in modo integrato ai bisogni di salute della popolazione, in linea con il modello previsto dal Dm 77: un punto di riferimento territoriale unico, facilmente accessibile, in grado di garantire assistenza sanitaria e sociosanitaria di prossimità. La Casa della comunità serve un’area ampia del Distretto A, comprendente i comuni di Acquapendente, Bolsena, San Lorenzo Nuovo, Grotte di Castro, Gradoli, Latera, Proceno e Onano per un bacino complessivo di circa 17mila abitanti, configurandosi come nodo fondamentale della rete territoriale, integrata con ospedali, servizi domiciliari e sistema sociale.
I SERVIZI: UN’OFFERTA COMPLETA E INTEGRATA
All’interno della struttura sono attivi numerosi servizi, pensati per garantire risposte rapide, coordinate e continue ai bisogni dei cittadini. Tra questi: il Punto unico di accesso (PUA), il Centro unico di prenotazioni (CUP), i servizi di assistenza di prossimità, i servizi di cure primarie, gli ambulatori specialistici, l’ambulatorio infermieristico, la diagnostica di base, il punto prelievi, l’area dedicata all’assistenza domiciliare integrata (ADI) e alle Unità di cura assistenziale (UCA), il programma di screening del colon retto.

IL MODELLO: DALLA PRESTAZIONE ALLA PRESA IN CARICO
La Casa della Comunità rappresenta un vero cambio di paradigma: non più un luogo dove si accede solo per una prestazione, ma un sistema organizzato capace di accompagnare il cittadino lungo tutto il percorso di salute con percorsi integrati, continui e multidisciplinari, orientati in particolare alla gestione della cronicità e delle fragilità. Il modello si basa su un approccio proattivo: i bisogni non vengono solo intercettati, ma anticipati e gestiti attraverso una rete integrata di professionisti e servizi con un forte coinvolgimento della comunità e degli enti locali. La salute diventa, così, un processo condiviso, costruito nel territorio e con il territorio, attraverso un sistema che mette in relazione sanità, sociale e comunità.
L’INNOVAZIONE DELL’INFERMIERE DI FAMIGLIA E DI COMUNITÀ
Tra gli elementi più innovativi del nuovo modello organizzativo c’è la figura dell’infermiere di famiglia e di comunità (Ifec), punto di riferimento per il cittadino e per il sistema territoriale. L’Ifec svolge un ruolo centrale nella presa in carico: accompagna la persona nel tempo, ne monitora lo stato di salute, favorisce l’aderenza alle cure e attiva, quando necessario, gli altri professionisti della rete. Non interviene solo in presenza di un problema, ma opera in un’ottica preventiva e di prossimità, costruendo un rapporto diretto con il paziente, la famiglia e la comunità. È, a tutti gli effetti, un “case manager” della salute, capace di garantire continuità assistenziale, integrazione tra servizi sanitari e sociali e una reale vicinanza ai bisogni delle persone, soprattutto quelle più fragili.
UNA SANITÀ PIÙ VICINA ALLE PERSONE
Con l’apertura della Casa della comunità di Bolsena prosegue il percorso di rafforzamento della sanità territoriale nella provincia di Viterbo, in linea con gli obiettivi del Pnrr. Dopo Bagnoregio, anche Bolsena diventa un punto di riferimento per una sanità più accessibile, integrata e orientata alla prevenzione, capace di ridurre le distanze e migliorare la qualità della presa in carico.

Una sanità più vicina ai cittadini, radicata nel quartiere e operativa 24 ore su 24, anche nella città di Roma. È stata infatti inaugurata, in piazza San Zaccaria Papa 1, la Casa della Comunità “Primavalle” (HUB) nella ASL Roma 1. L’evento ha segnato anche l’attivazione ufficiale, in collegamento video, della Casa della Comunità “Santa Maria della Pietà”, portando così a 11 il numero totale di strutture di prossimità attive sul territorio della ASL Roma 1. Al taglio del nastro sono intervenuti il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca, il direttore generale della ASL Roma 1 Giuseppe Quintavalle, il direttore sanitario Gennaro D’Agostino, il direttore amministrativo Francesco Quagliariello, il direttore del Distretto 14 Claudio Consoli e il presidente del Municipio XIV Marco Della Porta.
L’INTERVENTO E IL RECUPERO STORICO
La struttura di Primavalle sorge in una palazzina degli anni ’70, in un quartiere dalla forte identità storica, sorto nel 1939 per accogliere gli sfollati del centro storico. Oggi quell’edificio diventa un presidio tecnologico e umano. I lavori, finanziati con fondi Pnrr e risorse regionali (DGR 861), hanno comportato un investimento complessivo di oltre 1 milione e 900mila euro. Gli interventi hanno riguardato la ristrutturazione di oltre 1.500 metri quadrati, la creazione di un nuovo polo di radiologia, l’adeguamento degli impianti di ricambio d’aria e la messa a norma con nuove scale antincendio esterne.
Un tocco di memoria storica impreziosisce le pareti della struttura, grazie alla donazione di immagini d’epoca dall’archivio dell’Associazione “Primavalle in Rete”, che documentano l’evoluzione del quartiere.
UN TEAM DI 109 PROFESSIONISTI AL SERVIZIO DEL CITTADINO
La Casa della Comunità di Primavalle non è solo un edificio, ma un motore di salute che impiega 109 operatori, tra cui 52 medici, 13 infermieri, 14 assistenti sociali, 9 tecnici di radiologia e personale amministrativo
I SERVIZI ATTIVI (H24 – 7 GIORNI SU 7) La struttura garantisce una copertura assistenziale completa.
Accesso e Prenotazioni: CUP e Sportello Polifunzionale (Scelta/Revoca medico, esenzioni, TS/TEAM).
Specialistica Ambulatoriale: angiologia, cardiologia, ortopedia, fisiatria, diabetologia, pneumologia, ecografia e radiologia.
Continuità Assistenziale: ambulatorio cure primarie (anche pediatrico), continuità assistenziale e infermieristico.
Prevenzione e Fragilità: punto prelievi, vaccinazioni, programmi di screening, consultorio e assistenza domiciliare integrata.
Sportello Fragilità: un servizio dedicato attivo ogni giovedì (8.00-12.00) per supportare le fasce più vulnerabili (contatto: fragilita@aslroma1.it).
