Premier definita “ciociara” da consigliere comunale del PD
“Esprimo la mia piena solidarietà alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni per le parole che, come ha denunciato, le sono state rivolte dall’esponente del Partito democratico Floriano Della Bella durante una seduta del Consiglio comunale di Pontedera. Definirla ‘ciociara’ precisando di intendere il termine nella sua accezione più dispregiativa significa offendere, insieme a lei, un’intera comunità. Da presidente della Regione Lazio considero inaccettabile che l’appartenenza a questa terra venga utilizzata per denigrare una persona. La Ciociaria ha contribuito a scrivere la storia culturale e civile dell’Italia e continua ad arricchire il nostro Paese attraverso il lavoro, le capacità e l’impegno dei suoi cittadini. È un patrimonio del quale siamo orgogliosi e che merita rispetto. Il confronto politico può essere anche aspro, ma non può scadere nel disprezzo delle persone e delle loro origini. A maggior ragione in un’aula consiliare, dove chi prende la parola rappresenta un’istituzione. Mi aspetto che il Partito democratico prenda chiaramente le distanze da queste espressioni e che arrivino le scuse alla presidente Meloni e ai cittadini della Ciociaria” ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca -.
Righini: utilizzare termine ciociara come insulto rivela povertà culturale
Sull’offesa profferita all’indirizzo di Giorgia Meloni da un consigliere comunale democratico di Pontedera è intervenuto anche l’assessore al Bilancio, all’Agricoltura e alla Sovranità Alimentare della Regione Lazio Giancarlo Righini che ha dichiarato:
“Utilizzare il termine ‘ciociara’ come un insulto non soltanto rivela una sconcertante povertà culturale, ma tradisce soprattutto un atteggiamento di superiorità e disprezzo verso un territorio e la sua gente. La Ciociaria è una terra di eccellenze, di tradizioni, di cultura, di imprese e di donne e uomini che ogni giorno contribuiscono alla crescita economica e sociale della nostra Nazione. Una comunità laboriosa e orgogliosa delle proprie radici, che non merita di essere trascinata nella polemica politica da chi evidentemente ne ignora il valore. È inaccettabile discriminare una persona per il luogo in cui è nata, indipendentemente dalle sue idee, dal ruolo che ricopre o dall’appartenenza politica. La provenienza geografica non può mai diventare motivo di disprezzo, perché significa offendere non soltanto il singolo, ma la dignità di un’intera comunità. È paradossale che certe lezioni di inclusione e rispetto arrivino proprio da chi, alla prima occasione, dimostra di nutrire pregiudizi verso le identità popolari e territoriali. A Giorgia Meloni“.
