Giornalisti in sciopero: il nostro lavoro vale

Giornalisti in sciopero: il nostro lavoro vale
Sciopero giornalisti italiani

Comunicato sindacale della FNSI sull’astensione dal lavoro di oggi

Oggi, 16 aprile, in occasione dello sciopero per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro Fieg-Fnsi, “ildiariodidario.it” non riulterà aggiornato, aderendo il proprio editore-direttore responsabile alla giornata di mobilitazione sindacale ed astensione dal lavoro dei giornalisti italiani.

Pubblichiamo, come chiesto dal nostro sindacato attraverso i Cdr, il comunicato sindacale (ex articolo 34 del Cnlg) riportato di seguito.

COMUNICATO SINDACALE FNSI

Le giornaliste e i giornalisti italiani scioperano oggi per la terza volta. Non lo facciamo a cuor leggero, ma riteniamo che sia necessario informare i lettori, la società e la politica di ciò che sta accadendo nel nostro settore, tanto fondamentale per la democrazia quanto fragile.
Il contratto stipulato con gli editori della Fieg per regolare il lavoro dei giornalisti dipendenti è scaduto da 10 anni, anni in cui gli editori hanno goduto di aiuti pubblici, mentre i nostri stipendi sono stati erosi dall’inflazione. Non esiste alcuna regola per l’uso dell’intelligenza artificiale e per il giusto riconoscimento economico agli autori dei contenuti ceduti agli Over the top.
E va anche peggio alle migliaia di colleghe e colleghi collaboratori e a partita Iva che da anni attendono la determinazione dell’equo compenso e che per questo motivo hanno redditi che sono sotto la soglia di povertà.
Gli editori si sono garantiti tagli del costo del lavoro ricorrendo a pratiche di dumping contrattuale attraverso l’uso smodato del lavoro precario.
Con il nostro lavoro e i nostri sacrifici quotidiani siamo gli azionisti di maggioranza di molte aziende editoriali.
Per la Federazione nazionale della Stampa italiana dignità e futuro dell’informazione passano attraverso il rinnovo contrattuale, il recupero salariale e la difesa dei diritti che non sono privilegi, ma il modo con cui possiamo resistere alle minacce, dentro e fuori dalle redazioni. La dignità del nostro lavoro incide pesantemente sulla qualità dell’informazione che arriva a voi cittadini.
Per questo riteniamo anche che il settore debba essere finanziato di più e meglio, che i finanziamenti non possano produrre la distruzione e l’appiattimento dell’informazione ma riportare ricavi alle testate. Noi giornalisti siamo pronti a parlarne e a confrontarci. Ma gli editori?
“.

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