Campania: mini-imprese, servizi inefficienti, spopolamento

Luigi Carfora: Sud cresce, preoccupa fuga giovani
In foto il presidente Luigi Carfora - archivio -

La denuncia del presidente di Confimi Industria Campania e Consorzio Suggestioni Campane Promotion Luigi Carfora

Abbiamo denunciato per anni che la crisi del credito non nasce soltanto dalla mancanza di garanzie, ma dalla debole redditività delle imprese del Sud” – dichiara, in una nota stampa, Luigi Carfora: presidente di Confimi Industria Campania e del Consorzio Suggestioni Campane Promotion -.
Oggi quella debolezza ha un volto preciso: secondo i più recenti dati ISTAT, infatti, oltre il 94% delle imprese campane è costituito da micro-aziende con meno di 10 addetti. La dimensione media si ferma a 3 addetti per unità locale, un dato che riflette un sistema produttivo fragile con difficoltà strutturali nel generare fatturato, utili, occupazione stabile e capacità d’export.

Non vogliamo assistenza, vogliamo condizioni competitive – ribadisce Carfora -. Le imprese campane non possono restare ostaggio di infrastrutture obsolete, autorizzazioni lente e servizi primari inefficienti ed in alcuni casi del tutto inesistenti. La burocrazia resta un ostacolo quotidiano e scoraggia chi vorrebbe investire o crescere sul territorio“.

Luigi Carfora presidente Confimi Campania
Luigi Carfora Confimi Industria Campania

SPOPOLAMENTO E DESERTIFICAZIONE INDUSTRIALE: UNA MINACCIA REALE ANCHE PERLE CITTÀ

Il fenomeno dello spopolamento non riguarda più soltanto le aree interne ma anche le città principali della Campania, dove cresce il numero di famiglie e giovani che emigrano non solo per motivi di studio o carriera ma anche per la mancanza di servizi, lavoro e qualità della vita.
“Quando un’impresa chiude o si trasferisce altrove — osserva Carfora — non perdiamo solo posti di lavoro, ma un pezzo di comunità. La desertificazione industriale diventa desertificazione sociale. Invertire questo trend è una priorità assoluta per la prossima amministrazione regionale“.

EXPORT E POLITICHE INDUSTRIALI

Sul fronte dell’export, i numeri mostrano una Campania a due velocità: una manciata di grandi aziende traina le esportazioni regionali, mentre la gran parte delle PMI resta esclusa dai mercati internazionali.
L’export non può essere un’avventura occasionale né limitarsi alle fiere — spiega Carfora —. Credo poco nelle fiere e molto nelle relazioni commerciali stabili, costruite nel tempo. Servono missioni mirate, canali esteri permanenti e strutture regionali dedicate a promuovere il Made in Italy campano in modo continuativo“.

TURISMO, AMERICA’S CUP E OCCASIONI DI SISTEMA

L’America’s Cup rappresenta una grande opportunità per la Campania, ma potrà generare ricchezza diffusa solo se le istituzioni pubbliche regionali adotteranno una regia coordinata, integrando turismo, cultura, artigianato e industria locale. Senza una visione comune rischia di restare un evento isolato e non un volano di sviluppo. È fondamentale interrogarsi sui motivi del calo dell’affluenza turistica nel 2025, stimato tra il 10% e il 15% rispetto ai livelli pre-pandemia, e adottare misure concrete per invertire questa tendenza. Il turismo non è solo un settore economico, ma un motore di occupazione diretta e indotta che coinvolge ristorazione, industria, trasporti, servizi, commercio e artigianato. Solo con una strategia condivisa e mirata, l’America’s Cup potrà essere un’opportunità di crescita per l’intero territorio campano” – dichiara sul punto Luigi Carfora -.

LE PRIORITÀ PER IL PROSSIMO ESECUTIVO REGIONALE SECONDO CARFORA

Efficienza dei servizi alle imprese per la sburocratizzazione amministartiva: creazione di uno sportello unico digitale, tempi certi per le autorizzazioni, potenziamento delle infrastrutture digitali e logistiche.

Crescita dimensionale: incentivi per aggregazioni, reti e fusioni tra PMI, per favorire competitività e presenza sui mercati internazionali.

Export strutturato: missioni commerciali mirate, relazioni stabili e supporto tecnico alle imprese esportatrici.

Tutela del Made in Campania e lotta alla contraffazione: Carfora sottolinea che “la pubblica amministrazione italiana non ha strumenti per contrastare la contraffazione che avviene esclusivamente all’estero. Per proteggere redditività e marchi autentici delle imprese campane è urgente rafforzare la vigilanza internazionale e garantire una tutela legale a carico della Regione“.

Rigenerazione industriale e contrasto allo spopolamento: politiche integrate per rilanciare il tessuto produttivo e favorire il ritorno di imprese e famiglie nei territori.

    La Campania non può più limitarsi a inseguire — conclude il presidente di Confimi Campania e Suggestioni Campane Promotion —. Serve una politica industriale regionale capace di governare i processi economici, non subirli. Solo mettendo al centro imprese, lavoro e territorio potremo tornare a crescere e restituire fiducia ai nostri cittadini“.

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