Il Diario di Dario non si occuperà più di vicende legate all’oscuro/equivoco mondo dell’area grigia della camorra a Formia e dintorni
Care lettrici e cari lettori de “ildiariodidario.it”,
è purtroppo arrivato il momento di scrivere un editoriale che, credetemi, mai e poi mai avrei voluto redigere e vergare; ovvero quello che, spero, in molti vi apprestate e/o appresterete a leggere e che certifica la sconfitta della ricerca della verità e dell’affermazione della legalità da parte di chi, il sottoscritto, in circa due anni dalla nascita di questa testata giornalistica che mi fregio di dirigere ed editare, in pressoché splendido isolamento ha combattuto e denunciato “‘e fetiente” d’ogni risma e misura sul territorio dell’ex Perla del Tirreno e, più in generale, dell’intero Golfo di Gaeta.
Il gioco, si fa per dire, non vale più la candela. Quando, infatti, in discussione non sono più più solo la tue finanze, la tua salute, la tua incolumità ma anche il diritto alla tranquillità/stabilità/sicurezza delle persone a te più vicine e care, tua moglie e i tuoi tre figli, allora è il momento di fermarsi.
Già, perché qui, nel silenzio indifferente e/o complice di più di qualcuno che sa ma non parla per apatia intellettuale, conformismo sociale, timore personale, le provocazioni, minacce, aggressioni verbali verso il sottoscritto, sui social e fuori, sono oramai all’ordine del giorno e la prepotenza e tracotanza di chi, dietro lo schermo di uno smartphone o di un pc o dal vivo per interposta persona, diviene sempre più grande, aggressiva e da incutere timore in chi, come arma di difesa, ha solo il rispetto delle regole e la denuncia del malaffare.
L’ennesima “sceneggiata“, subita appena qualche ora prima della pubblicazione di questo “editoriale di sconfitta“, che segue un copione che, ciclicamente, si ripete con regolare frequenza e a regolari intervalli negli ultimi mesi, e che ha accentuato i problemi fisici, gli attacchi d’ansia, i timori sviluppati per il futuro mio e dei miei cari, mi ha portato a sedermi al pc ed a scrivere questo triste saluto ai miei lettori che, ancora oggi, mi dimostrano di aver sempre apprezzato e appoggiato le mie denunce contro “‘o Sistema Formia” nella sua interezza fatte, a differenza di altri, sul territorio e non solo, senza guardare in faccia a o avere riguardi per nessuno.
Lo confesso: sono stanco! E sto prendendo in seria considerazione di abbandonare non solo la scrittura di articoli su e contro gli “amici degli amici degli amici” nell’ex Perla del Tirreno; ma addirittura quella di abbandonare fisicamente questo territorio il cui amore per esso penso di aver dimostrato proprio schierandomi in prima linea contro chi, giorno dopo giorno, compromesso dopo compromesso, intrallazzo dopo intrallazzo, lo ha trasformato e ridotto in una fogna politico-economico-morale a cielo aperto.
A margine di tutto ciò, prima di congedarmi dalla denuncia del malaffare locale, un’ultima cosa la voglio dire: a farmi intraprendere questa strada è stata anche e, soprattutto, la camorra dell’anticamorra, la mafia dell’antimafia; ovvero quel senso di abbandono, isolamento, prostrazione avvertito causa l’indifferenza di chi dovrebbe essere dalla stessa parte della barricata de “Il Diario di Dario” nella difesa della legalità e nella ricerca della giustizia: politica, istituzioni, magistratura, forze dell’ordine e, perché no, colleghi giornalisti e operatori dell’informazione-comunicazione in senso lato.
Questo, purtroppo, credo sia proprio un addio e non un arrivederci!
A meno che…
