L’ultima volta in cui i granata furono primi in classifica, erano i tempi del Toro scudettato di Pulici e Graziani
Il Torino, in attesa dei risultati odierni di Udinese ed Inter, comanda in solitaria la classifica della massima serie calcistica italiana: circostanza che, udite udite, non accadeva da qualcosa come la bellezza di 44 lunghissimi anni. Correva, infatti, la stagione 1976-77, quella del Toro scudettato e del tricolore difeso e poi perso al fotofinish contro i rivali storici cittadini della Juventus nell’annata dei 51 punti dei bianconeri contro i 50 dei granata. Il 24 aprile del 1977, mi pare di ricordare che fosse una domenica pomeriggio, ventiseiesima giornata di Serie A, fu l’ultima volta che la meno vincente e potente squadra del capoluogo piemontese guardò tutti, in primis i cugini a strisce verticali bianche e nere, dall’alto in basso della classifica. La giornata successiva, infatti, ci fu il sorpasso della Juve che andrà a vincere quello scudetto, scucendolo proprio dalle maglie di un Torino che, ai tempi, era una vera e propria corazzata. Da allora mai più il Toro si inerpicherà fino alle vette più alte del campionato di calcio italiano; neppure nella pur splendida stagione 1984-85 nella quale, guidato da un Junior in stato di grazia, finirà secondo dietro il Verona dei miracoli di Osvaldo Bagnoli e Giuseppe Galderisi. Questo, almeno, fino a ieri sera quando, annullatisi a vicenda in uno scialbo pareggio a reti inviolate, Juventus e Napoli hanno persa l’occasione di effettuare il controsorpasso sui granata. Questo, almeno, fino a stasera quando, alla fine del turno di Serie A, si conosceranno i risultati dell’Udinese e dell’Internazionale che, rispettivamente, potrebbero superare o affiancare il vecchio, caro Toro. Non saranno i tempi e neppure la squadra dei Valentino Mazzola o dei Pulici e Graziani e non si sa se e quanto durerà, ma per i nostalgici di una visione romantica del calcio che quasi non esiste più, oltre che per i tifosi del Torino che tante ne hanno viste e tante ne hanno patite nella lunga, tormentata e a tratti vincente storia della loro società, quel nome scritto in testa alla classifica e letto sui giornali, i siti web e nelle trasmissioni radio-televisive specializzate è proprio un bel vedere.
