Solidità, concretezza, poca bellezza: Napoli a tutto Max

Solidità, concretezza, poca bellezza: Napoli a tutto Max
Massimiliano Allegri - archivio -

Azzurri già in sintonia con le direttive del mister: Genoa liquidato 0-2

I cultori del bel calcio e i nostalgici del fu sarrismo, siamo certi, avranno storto il naso e bofonchiato qualche cosa tra sé e sé mentre, ieri, nella prima giornata della Serie A 2026-27, in quel di Marassi, a Genova, sponda rossoblù, il nuovo Napoli a guida Massimiliano Allegri, dopo 90′ di non gioco o giù di lì, usciva dal campo con una vittoria per 0-2 e tre punti in tasca in risposta all’Inter campione d’Italia in carica, vincente un paio d’ore prima con un largo 4-1 casalingo a scapito di un già derelitto Monza.

La linea da seguire per l’intera nuova annata, italiana o europea che sia, è stata già tracciata e rispecchia la storia, in panchina, del vincente allenatore di origini toscane già calciatore azzurro nel Napoli di Corrado Ferlaino nella seconda metà degli anni 90: solidità difensiva, pochi fronzoli, nessuna concessione al bello per il bello, giocata che ti risolve la gara da parte delle tante individualità presenti in rosa. Questa la squadra che si è intravista nella serata, positivissima per il risultato, un po’ meno per lo spettacolo, genovese del primo Napoli targato Max. E, fidatevi, così sarà per il resto della giornata appena agli albori.

La gara vincente contro il Genoa ha anche raccontato che, per ora, Alex Meret è in vantaggio su Milinkovic Savic nelle scelte del mister livornese riguardo al ruolo di portiere titolare; Kevin De Bruyne e il giovane Vergara possono essere quelli che, subentrando dalla panchina, vanno, come si dice in gergo e come hanno fatto ieri, a spaccare la partita e indirizzarla a favore della formazione partenopea; l’attacco è un cantiere aperto dove le gerarchie non sono ancora definite e tutti possono essere titolari e/o riserve alla bisogna o a seconda delle caratteristiche dell’avversario.

Siamo appena all’inizio di un’annata che, però, già promette bene per i colori azzurri; anche se, va detto, si va e si dovrà andare allo stadio con lo spirito e la predisposizione di chi sa che il calcio non è il teatro e che nello sport prima che lo spettacolo conta il risultato che, se non è l’unica cos che conta, è certamente la componente più importante.

Ma tutto questo Max già lo sa.

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