Italiani più svegli di come li raccontate
Davvero credete che il popolo italiano abbia l’anello al naso? Realmente pensate che l’italica gente sia così bue come, forse, voi nell’intimo vostro siate convinta sia?
Suvvia! Non fateci ridere e pensar male della vostra intelligenza – politica, s’intende -.
A chi volete dare a berla la storiella che Giorgia Meloni si sia giocata quel che, dopo la sconfitta al Referendum sulla giustizia, resta della propria credibilità di leader e donna di comando e governo, davanti all’elettorato ed alla nazione, rischiando come un kamikaze la faccia e la reputazione su un emendamento alla legge elettorale, re-introduttivo delle preferenze, sul quale anche un passante per Montecitorio che mastica meno di zero di politica e partiti avrebbe potuto vaticinare che non sarebbe mai passato.
Quindi? Come sono andate veramente le cose?
Ve lo spiego, modestamente e sommessamente, io.
Alla presidente del Consiglio dei ministri, onorevole Giorgia Meloni, della reintroduzione del voto di preferenza, tra l’altro in un sistema di voto bloccato, al pari dei suoi colleghi di casta, di maggioranza ed opposizione, importava meno di niente. Quello che, infatti, interessa davvero al capo politico di Fratelli d’Italia e del Governo italiano, è portare a casa la riforma complessiva della legge elettorale per assicurarsi la vittoria, non più così sicura, alle prossime Politiche o, perlomeno, un pareggio che non consenta all’altra meta dell’emisfero politico-parlamentare di assurgere alla guida del Paese. Altro che ci abbiamo provato e ha vinto la palude.
Il ritorno delle preferenze era un obiettivo morto ancora prima di nascere perché, da destra a sinistra, dalla maggioranza all’opposizione, dall’esecutivo all’opposizione, nessuno, anche se in pubblico ostenta posizioni differenti, voleva e vuole realmente ridare un minimo di voce e partecipazione ai cittadini, tamponando al falla di quello astensionismo che, voto dopo voto, consultazione dopo consultazione, elezione dopo elezione, va sempre più allargandosi fino a divenire una vera e propria crepa/ferita incolmabile ed insanabile della sempre più malata e malandata democrazia italiana.
Per questo e per molto altro che non scrivo per non tediare oltre il lettore con retroscena e gossip politico-parlamentari che lasciamo volentieri ad altri pseudoanalisti e pseudoesperti che impazzano, in queste ore, su giornali ed in salotti televisivi à la page, possiamo serenamente affermare che Meloni non ha perso e non cadrà perché quello andato in scena ieri alla Camera dei Deputati è stato solo e soltanto un bluff o, se preferiite, un rischio calcolato che non avrà conseguenze sulla compagine a guida dell’Italia.
