Per gli esercizi pubblici che somministrano alimenti e bevande
Con 24 consiglieri presenti si è aperta oggi, in via Verdi, la seduta del Consiglio comunale presieduta da Enza Amato. In apertura, il consigliere Massimo Pepe ha commemorato, alla presenza dei familiari, l’architetto Italo Ferraro. Docente di Urbanistica all’Università Federico II, autore di numerosi testi e studioso dell’assetto urbanistico di Napoli, Ferraro rappresenta una figura di grande rilievo, ancor più significativa in un momento in cui il Consiglio è impegnato in un importante lavoro in questo settore. Il suo contributo scientifico e umano è stato ricordato anche dalla vicesindaca e assessora all’Urbanistica Laura Lieto che ha espresso un ricordo personale e il cordoglio del sindaco Manfredi e dell’intera città. L’Aula ha osservato un minuto di raccoglimento.
Nel corso degli interventi su questioni urgenti, Antonio Bassolino (Misto) ha evidenziato la necessità di mantenere alta l’attenzione sul tema della violenza urbana, ricordando come la camorra sia ancora presente nell’economia e nel tessuto sociale della città e come non si debba mai arretrare nella lotta a questo fenomeno. Le recenti sparatorie e i numerosi episodi di violenza che coinvolgono i più giovani, spesso caratterizzati dall’uso di armi da taglio, devono spingere a un’azione che unisca repressione, prevenzione e sensibilizzazione da parte delle istituzioni.
Il recente incendio divampato all’Ospedale del Mare, ha sottolineato invece Massimo Cilenti (Napoli Libera), impone una riflessione sull’organizzazione della struttura, nella prospettiva di trasformarla in un’azienda ospedaliera di rilievo nazionale e non mantenerla come una delle strutture dell’Asl Napoli 1 Centro, assetto che attualmente rende più complessa e farraginosa la gestione di una realtà così articolata.
Salvatore Guangi (Forza Italia) è tornato sulla questione del chiosco di piazza Mercato, rimosso su iniziativa dei cittadini, e su altri casi analoghi, chiedendo che agli interventi di rimozione seguano adeguate azioni di riqualificazione urbana. Per quanto riguarda il campo di calcio di via Dietro la Vigna, ha aggiunto, si attendono ancora risposte concrete che non possono più tardare dopo anni di attesa.
Gennaro Esposito (Misto) ha criticato la risposta ricevuta da Invitalia alla richiesta di accesso agli atti relativa ai fondi destinati a Bagnoli. Analoga situazione si è verificata con le richieste inviate a Invimit riguardo agli immobili conferiti dal Comune di Napoli. Si tratta, ha affermato, di una battaglia per la trasparenza nell’interesse dei cittadini napoletani.
Prima di passare all’esame delle delibere, la presidente Amato, su richiesta dell’assessore Carlo Puca, ha proposto al Consiglio di osservare un minuto di raccoglimento in memoria di Antonio Coscione, giovane giornalista napoletano di Videoinformazioni scomparso prematuramente.

Ok a nuove regole strutturali per gli esercizi di somministrazione nel centro storico UNESCO di Napoli
Il Consiglio comunale di Napoli ha quindi approvato la delibera 288 relativa al Piano per la programmazione delle aperture degli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande, di produzione di alimenti e di vicinato con consumo immediato sul posto nel centro storico, sito UNESCO, e nelle aree della cosiddetta Buffer zone.
L’assessora alle Attività Produttive Teresa Armato ha illustrato il provvedimento, ricordando la precedente regolamentazione del 2023 che per la prima volta ha vietato le aperture di nuove attività di somministrazione nel centro storico, sito Unesco. Il Piano – elaborato in collaborazione con la Regione Campania, le associazioni di categoria e la Commissione comunale competente – mira a garantire che le attività commerciali possano operare nel cuore della città con regole chiare orientate alla qualità. Il sistema di punteggi introdotto che considera requisiti strutturali e gestionali, disciplina le nuove aperture nelle quattro aree in cui è suddiviso il territorio interessato con previsioni specifiche per alcune strade: a San Gregorio Armeno potranno insediarsi esclusivamente attività di artigianato dei pastori, mentre Portalba sarà riservata alle librerie.
Il presidente della Commissione Attività Produttive Luigi Carbone ha espresso soddisfazione per il percorso che ha condotto alla stesura del piano, ricordando che le nuove norme si applicano alle aperture future e introducono in modo stabile il principio che le attività di ristorazione e somministrazione devono disporre di spazi adeguati a garantire un’offerta di qualità. Carbone ha quindi annunciato la presentazione di una serie di emendamenti elaborati dalla Commissione, tra i quali uno dedicato alla tutela delle botteghe storiche.
Nel dibattito sono intervenuti diversi consiglieri.
Massimo Cilenti (Napoli Libera) ha ringraziato l’assessora Armato per un lavoro che mette ordine nelle attività consentite nel centro città, introducendo regole chiare a favore di un commercio compatibile con le caratteristiche del contesto urbano. Gennaro Esposito (Misto) ha sollevato una riflessione critica di natura urbanistica, definendo il piano uno strumento che disciplina ma non governa né controlla in modo efficace, segnalando in particolare l’insufficienza degli spazi previsti per il passaggio e l’assenza di un reale contingentamento dei nuovi ingressi, elementi che a suo avviso non tutelano adeguatamente la qualità delle attività insediate. Iris Savastano (Forza Italia) ha giudicato il provvedimento un passo avanti atteso da tempo in un settore che necessitava di interventi, pur rilevando un ritardo imputabile anche alle politiche permissive dell’Amministrazione precedente. Ha condiviso l’impianto di tutela del centro storico e delle attività storiche e di qualità, ma ha invitato a scongiurare il rischio di un effetto museo nel cuore della città, sottolineando che le attività economiche sane generano ricchezza e occupazione e che le regole devono essere omogenee per evitare discriminazioni. Il gruppo ha presentato una mozione di accompagnamento che chiede la tutela dell’artigianato di qualità e delle botteghe storiche, il disincentivo alla vendita di oggetti in serie, l’istituzione di un tavolo permanente di consultazione con gli operatori del settore in assessorato e controlli reali ed efficaci affinché le nuove norme trovino concreta applicazione. Pasquale Esposito (Partito Democratico) ha richiamato gli anni delle aperture indiscriminate nel centro storico e ha riconosciuto negli interventi dell’attuale Amministrazione un’inversione di rotta necessaria, ribadendo l’importanza di controlli puntuali, di una tutela efficace delle attività storiche e di qualità e di politiche di incentivo per le nuove aperture in altre zone, nell’ottica di una rivitalizzazione diffusa della città. Gennaro Rispoli (Napoli Libera) ha infine ricordato il ruolo che le attività commerciali svolgono in alcune zone del centro come presidio di sicurezza per i cittadini, auspicando che l’attenzione alle regole non faccia perdere di vista la priorità della crescita della comunità. Prima dell’approvazione a maggioranza della delibera, con l’astensione del consigliere Gennaro Esposito (Misto), sono state licenziate dall’Aula due mozioni di accompagnamento, un ordine del giorno e dieci emendamenti.

“Grande soddisfazione per l’approvazione della delibera 288, che segna un passaggio importante per il futuro del commercio nel cuore della nostra città” è stata espressa dall’assessora Teresa Armato. Il voto favorevole con ampia maggioranza del Consiglio comunale – ha dichiarato Armato – è il risultato di un lavoro collegiale, frutto di un confronto costante e proficuo con la commissione Attività Produttive, che ha contribuito in modo determinante a dare forma a questo strumento. Il piano che abbiamo approvato non è un atto di chiusura nei confronti delle imprese – ha proseguito l’assessora – ma, al contrario, uno strumento pensato per consentire alle attività commerciali di tornare a fare impresa in tutta la città, a partire dal suo centro storico patrimonio UNESCO, con regole chiare che orientano verso la qualità. Il sistema di punteggi introdotto — che considera tanto i requisiti strutturali quanto quelli gestionali — garantirà che chi sceglie di aprire nel centro storico e nella Buffer zone lo faccia offrendo standard elevati, in linea con il valore eccezionale del contesto in cui opera. Strade come San Gregorio Armeno, vocata all’artigianato dei pastori, e Portalba, dedicata alle librerie, ne sono l’esempio più eloquente. Questo risultato è stato possibile grazie alla collaborazione con la Regione Campania e la Camera di Commercio, oltre che al dialogo continuo con il Consiglio comunale. Abbiamo costruito insieme un atto che guarda al futuro: tutela l’identità dei luoghi, promuove un’offerta di qualità nel centro storico e prevede forme concrete di incentivo per chi sceglierà di investire negli altri quartieri della città. È il modo migliore per coniugare sviluppo economico e rispetto del patrimonio che Napoli rappresenta per il mondo intero – ha concluso Teresa Armato -.
Approvate una serie di variazioni di bilancio. Sbloccate le risorse per la tutela delle popolazioni esposte al rumore aeroportuale
Oltre al Piano per la regolamentazione delle aperture degli esercizi di somministrazione nel centro storico, sito Unesco, il Consiglio comunale di Napoli ha approvato nel corso della seduta odierna diverse variazioni di bilancio.
La delibera n. 181, illustrata dall’assessore Santagada, ha sbloccato le risorse dell’imposta IRESA sulle emissioni sonore degli aeromobili — da tempo giacenti —, destinando oltre 1,4 milioni di euro a interventi di compensazione ambientale e indennizzo per le popolazioni esposte al rumore dei voli su Capodichino, e 226.000 euro a una campagna di monitoraggio acustico in convenzione con ARPAC. Il dibattito ha evidenziato preoccupazioni trasversali sull’impatto del traffico aeroportuale sulla salute dei cittadini e sulla necessità di un tavolo di concertazione più ampio che coinvolga Regione e tutti i soggetti interessati.
Il dibattito ha messo in luce la complessità e la rilevanza del tema per la vita dei cittadini napoletani.
Gennaro Esposito (Misto) ha riconosciuto l’importanza di affrontare i disagi connessi al sorvolo degli aerei a bassa quota e al conseguente inquinamento acustico, annunciando un ordine del giorno volto a incrementare le misurazioni ambientali da parte di ARPAC.
Pasquale Esposito (Partito Democratico) ha apprezzato il contenuto della delibera, pur sottolineando che essa non è sufficiente e che occorre aprire una riflessione più seria sulla prossimità dell’aeroporto al perimetro urbano, chiedendo che il Consiglio comunale venga coinvolto come rappresentante dei territori nelle decisioni sulle prospettive di ulteriore espansione dello scalo. Claudio Cecere (M5S) ha invece chiesto il ritiro della delibera, lamentando che il Consiglio non sia stato adeguatamente coinvolto nella sua elaborazione e che manchino informazioni essenziali, configurando a suo avviso l’ennesimo atto calato dall’alto da ratificare.
Sergio D’Angelo (Napoli Solidale) ha descritto la situazione come ormai ingestibile, evidenziando che i transiti su Capodichino sono più che raddoppiati nell’ultimo anno e che i danni alla salute dei cittadini rischiano di diventare seri, chiedendo che l’Aula formalizzi in modo solenne alla Regione la richiesta di intervento.
Iris Savastano (Forza Italia) ha distinto le due questioni in campo — lo sblocco delle risorse per la tutela delle popolazioni, attese da anni, e la gestione complessiva dei flussi — auspicando un tavolo di concertazione più ampio che preservi i voli internazionali e intercontinentali.
Massimo Cilenti (Napoli Libera) ha annunciato voto favorevole chiedendo un ulteriore confronto in Commissione sull’individuazione di sedi alternative, come Grazzanise.
Toti Lange (Misto) ha ricondotto il dibattito sul traffico aeroportuale al segno di un successo della città, pur sottolineando le conseguenze dell’avere un city airport e la necessità di attutirne i disagi, e ha rilevato come la dismissione delle quote di partecipazione in GESAC abbia privato il Comune di un ruolo pieno nel processo gestionale.
Gennaro Rispoli (Napoli Libera) ha segnalato l’assenza di una strategia condivisa tra tutti i soggetti coinvolti nella gestione dei flussi turistici.
Prima del voto, l’Aula ha approvato all’unanimità un ordine del giorno a firma di Gennaro Esposito che impegna l’Amministrazione ad ampliare le attività di monitoraggio.
La delibera è stata approvata a maggioranza con l’astensione dei consiglieri Borrelli, D’Angelo Bianca Maria, Aniello Esposito, Borriello, Minopoli, Fucito, Palumbo e Cecere.
Con la delibera n. 182, illustrata dall’assessora all’Istruzione Maura Striano, sono stati destinati 85.000 euro alla manutenzione straordinaria delle scuole materne della Municipalità 3, in particolare per i lastrici solari di diversi edifici, con lavori da completare prima dell’apertura dell’anno scolastico. Iris Savastano (Forza Italia) ha criticato l’assenza di programmazione, lamentando che le risorse siano state reperite decurtando il capitolo della manutenzione ordinaria delle strade, e ha presentato una mozione — approvata all’unanimità insieme alla delibera — che chiede un piano di interventi definito con anticipo e maggiori dettagli sulle opere da realizzare.
La delibera n. 184 ha autorizzato a maggioranza una spesa di 15.000 euro per l’acquisto di arredi destinati all’allestimento di un nuovo ufficio. La delibera n. 185, illustrata dall’assessora Armato, ha invece disposto una variazione di circa 2,5 milioni di euro per il finanziamento di debiti derivanti da atti di riscossione per omesso o parziale pagamento di IMU e TASI, approvata a maggioranza con il voto contrario di Salvatore Guangi (Forza Italia) che ha giudicato l’atto gravoso per i cittadini napoletani.
La delibera n. 188, introdotta dall‘assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza, ha riguardato la variazione di bilancio necessaria a finanziare i lavori di rifunzionalizzazione del terzo anello dello stadio Maradona, chiuso dal 2004.
Gennaro Esposito (Misto) ha lamentato l’assenza di un confronto aperto in Commissione, richiamando anche la questione del possibile trasferimento dello stadio del Calcio Napoli in altra sede e la necessità di tutelare le discipline sportive che utilizzano l’impianto. Nel corso del dibattito è stata richiesta la verifica del numero legale: constatata la presenza di soli 18 consiglieri, la presidente Amato ha sciolto la seduta.
