Furie Rosse sul tetto del mondo 16 anni dopo il primo mondiale vinto
È stata, senz’altro, senz’ombra di dubbio e/o di smentita, la finale mondiale più brutta se non della storia almeno degli ultimi 30 anni. Una partita inguardabile o quasi quella tra l’Argentina campione del mondo uscente e la Spagna alla ricerca del suo secondo titolo mondiale dopo la prima, storica, affermazione nel 2010. Una gara a senso pressoché unico con i detentori del titolo, capitanati da un certo Leo Messi, che, praticamente, non si sono mai affacciati o quasi nella metacampo iberica e gli sfidanti al titolo che, al contrario, hanno macinato gioco e creato, poche a dire il vero, occasioni da goal alla ricerca della vittoria finale: successo che si è palesato ed è maturato a una manciata di secondi dall’inizio del secondo tempo supplementare quando, servito da Nico Williams, Ferran Torres ha insaccato un potente e chirurgico sinistro sotto la traversa, calciando da appena 5 metri dalla porta argentina. Albiceleste che, va segnalato, in quel momento era con un uomo in meno a causa dell’espulsione, nel recupero dei tempi regolamentari, di Enzo Fernandez. Qui finiva la gara dei campioni del mondo uscenti che, dopo non aver praticamente giocato per 115 minuti, provavano a raddrizzare la partita ispirati da qualche giocata del sempiterno Messi che, però, non sortiva gli effetti sperati. Dopo ulteriori 6′ di extratime, infatti, l’arbitro fischiava la fine, lasciando esplodere la gioia irrefrenabile delle Furie Rosse in campo e sugli spalti per essersi laureati campioni del mondo per la seconda volta nella propria storia e 16 anni dopo il primo e finora unico successo mondiale nel 2010. La Coppa del Mondo torna in Europa fino alla prossima edizione, nel 2030, che sarà ospitata proprio dalla Spagna insieme al Portogallo e al Marocco e che, sono ammessi gli scongiuri, si spera vedano protagonista, dopo tre non qualificazioni di seguito, la nazionale italiana.
