Prende il via, a Città del Messico, l’edizione più lunga della storia con 48 squadre e 104 partite totali
Prendono il via oggi, in quel di Città del Messico, i Mondiali 2026 di calcio: edizione monstre con 48 squadre qualificate, 104 partite complessive da disputare, tre paesi ospitanti quali Canada, Usa e, appunto, Messico. L’evento calcistico per eccellenza si concluderà il 19 luglio con la finale per l’assegnazione del titolo di campioni del mondo.
Si parte, alle ore 21 – ora italiana -, con la gara inaugurale tra una delle nazioni ospitanti, il Messico, e il Sudafrica: fischio d’inizio allo stadio Azteca di Città del Messico, quello entrato nella storia per la famosa “Mano de Dios” di Diego Armando Maradona contro l’Inghilterra, nel 1986, nel Mondiale che vide l’Argentina laurearsi campione del mondo.
A precedere il match che terrà a battesimo quest’edizione carica di novità e curiosità, la cerimonia d’apertura che prenderà il via un’ora e mezza prima dell’orario fissato per Messico-Sudafrica e vedrà protagonisti, tra gli altri, Shakira e Burna Boy che eseguiranno l’inno ufficiale di questa Coppa del Mondo “Dai Dai“. Assenti gli azzurri, non qualificatisi per la terza volta consecutiva alla fase finale di un mondiale, a rappresentare l’Italia e l’italianità ci sarà Andrea Bocelli che, tra qualche ora, si esibirà cantando “Dna” in coppia con Ejae.

Novità assoluta di quest’anno, fortemente voluta dalla Fifa, le 3 cerimonie di apertura: una per ogni paese ospitante la manifestazione. A quella di stasera in Messico, infatti, seguiranno quelle del 12 giugno in Canada, presso il BMO Field di Toronto, e negli Stati Uniti d’America al SoFi Stadium di Los Angeles.
Le nuove regole
Diverse le novità regolamentari introdotte dalla Fifa per questi Mondiali, a cominciare dal Var che sarà ancor più determinante o, se si vuole, invasivo con interventi anche nell’assegnazione dei calci d’angolo e nelle doppie ammonizioni con l’esibizione del secondo cartellino giallo.
Tema sostituzioni: in caso di avvicendamento chi sarà chiamato a lasciare il campo dovrà farlo entro e non oltre i 10”, altrimenti il calciatore che subentra dovrà attendere un minuto prima di entrare sul rettangolo di gioco.
Infine, falli laterali e rinvii da fondo campo dovranno battersi entro e non oltre i 5”: pena l’inversione o, addirittura, l’assegnazione di un calcio d’angolo alla squadra avversaria.

Il nuovo pallone Adidas Trionda
Protagonista di questa edizione itinerante ed extra-large dei Mondiali di calcio 2026 sarà anche il pallone ufficiale : l’Adidas Trionda. Trattasi del primo pallone da calcio nella storia che dovrà essere ricaricato prima di ogni partita perché, al centro della sua struttura, ospita la tecnologia Connected Ball della FIFA: un sensore sensibile e robusto al tempo stesso che registra dati su velocità di rotazione, traiettoria e spostamenti spaziali per 500 volte ogni singolo secondo. Informazioni che, una volta acquisite e registrate, vengono inviate in tempo reale direttamente alla sala VAR per favorire i direttori di gara nel prendere decisioni in caso di dubbi, per esempio, sul fuorigioco o i tocchi di mano. A far funzionare questo microchip elettronico una piccola batteria interna alla sfera che, appunto, proprio come un comune smartphone, necessita d’essere ricaricata prima del fischio d’inizio di ogni match.

Esteticamente, fin dal nome, richiama le tre onde di colore rosso-verde-blu che celebrano l’unione dei tre paesi ospitanti questa edizione della Coppa del Mondo con un rimando cromatico ai colori delle bandiere di Canada, Messico e Usa. Il disegno, invece, s’ispira alla celebre “ola” dei tifosi sugli spalti che nacque appunto negli stadi del continente americano.
Gli stadi
16 gli impianti sportivi che, dislocati tra Canada, Messico e Usa, ospiteranno le 104 gare di questa edizione storica del Mondiale di calcio. Tra essi, ovviamente, l’Azteca di Città del Messico che inaugurerà la Coppa del Mondo 2026 con la partita d’inizio tra i padroni di casa della nazionale messicana e il Sudafrica e il Met Life Stadium di New York che, il 19 luglio, ospiterà la finalissima per l’assegnazione del titolo di campione del mondo.

Favoriti per il titolo ed outsider
Premesso che dei tre paesi ospitanti nessuno di essi ha, sulla carta, la benché minima possibilità di arrivare in fondo e alzare al cielo la Coppa del Mondo 2026, registrata la terza, amara, non partecipazione dell’Italia non qualificatasi, i nomi favoriti per la vittoria finale sono, pressoché, sempre gli stessi: la Spagna che, stando alle quote dei principali bookmakers, è l’assoluta favorita; la Francia che ha, più o meno, le stesse chance di alzare la coppa; il Brasile di Carlo Ancelotti, l’Argentina di Leo Messi e il Portogallo di Cristiano Ronaldo che seguono immediatamente le prime due nazioni europee quotate per la vittoria e precedono l’immarcescibile Germania.

Volendo, invece, individuare l’outsider, la sorpresa, la cenerentola capace di far saltare il banco, si può scorrere l’elenco delle nazioni africane con un occhio di riguardo, soprattutto, per Marocco e Senegal; oppure tornare in Europa e virare con decisione sull’Olanda o su quella Norvegia che ha contribuito all’eliminazione della nazionale italiana.
Sarà quel che sarà. Ora mettetevi/mettiamoci comodi e, da qui al 19 luglio, non si prendano impegni che non siano godersi un’abbuffata di calcio internazionale come mai c’è stata prima.
