Lazio: Rocca stigmatizza attacchi a “La Stampa”, sinagoga Roma-Monteverde

Lazio: Rocca stigmatizza attacchi a "La Stampa", sinagoga Roma-Monteverde
Al centro il presidente Francesco Rocca - foto archivio -

Il presidente della Giunta regionale del Lazio Francesco Rocca, in due distinte note stampa, ha condannato l’assalto al quotidiano torinese de “La Stampa” e l’attacco perpetrato a scapito della sinagoga nel quartiere di Roma-Monteverde.

In merito all’incursione di attivisti presumibilmente Pro-Pal nella redazione vuota per l’adesione allo sciopero dei giornalisti proclamato dalla Fnsi, Rocca ha dichiarato: “Condanno con la massima fermezza l’assalto avvenuto nella sede torinese de ‘La Stampa’ a Torino. L’irruzione negli uffici, il lancio di fumogeni e le intimidazioni rivolte ai giornalisti rappresentano un atto inaccettabile. Non hanno nulla a che fare con la protesta e mettono in discussione un principio essenziale della nostra democrazia. Esprimo la mia piena solidarietà al direttore, alla redazione e a tutto il personale che ogni giorno garantisce un’informazione libera e rigorosa. Colpire una redazione significa colpire il diritto dei cittadini a essere informati e questo non può essere tollerato. Mi aspetto che i responsabili vengano individuati rapidamente e perseguiti con determinazione. Il Paese non può permettere che cresca la violenza contro chi svolge un servizio pubblico fondamentale. Ribadisco la mia vicinanza alla redazione torinese de ‘La Stampa’ e confermo il mio impegno a difendere la libertà di informazione con chiarezza e senza esitazioni. È un valore che deve essere protetto ogni giorno da tutti“.

Sull’atto vandalico che, con scritte antisemite, ha invece colpito questa mattina la sinagoga ebraica in Roma-Monteverde, il governatore del Lazio ha affermato che “l’atto vandalico contro la Sinagoga di Monteverde e le scritte antisemite comparse questa mattina sono un’offesa grave per tutta la nostra comunità. Colpire un luogo di culto significa colpire la libertà e la dignità di ogni cittadino. Imbrattare la targa dedicata al piccolo Stefano Gaj Taché significa infangare la memoria di una vittima innocente, un bambino che la violenza terrorista ci ha strappato più di quarant’anni fa. Esprimo la mia piena solidarietà alla Comunità ebraica di Roma. La Regione Lazio è al loro fianco. Episodi come questo richiedono una risposta ferma e unita. Mi auguro che i responsabili vengano individuati rapidamente. Ogni gesto di odio merita una risposta netta. Nel Lazio non c’è spazio per antisemitismo o discriminazioni. Difenderemo la memoria e il rispetto dovuti ad ogni comunità religiosa con la serietà che questo momento richiede. Quanto accaduto è un atto vergognoso che offende tutti noi e siamo pronti a fare la nostra parte affinché simili episodi non si ripetano”.

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