Kitesurf Big Air: Principi firma impresa storica

Andrea Principi a Dubai. Credit: Joerg Mitter Red-Bull / Content-Pool

Atleta italiano Red Bull si lancia da 250mt d’altezza da ruota panoramica più grande al mondo

L’atleta Red Bull Andrea Principi, stella italiana del kitesurf, ha realizzato un kite drop da record mondiale dalla cima di Ain Dubai, la ruota panoramica più alta del mondo, 250 metri pari a circa 57 piani, planando poi sul mare davanti alla costa di Jumeirah Beach Residence. La discesa, durata 58 secondi, ha visto Principi eseguire sei loop consecutivi “Around the World”, una prima mondiale per questa manovra avanzata di kitesurf.

È il tipo di impresa che sembra impossibile finché non si considera chi la sta compiendo; classe 2004, toscano, Principi è un riferimento mondiale del kitesurf specialità Big Air. Cresciuto cavalcando le onde nella sua terra d’origine, a soli 21 anni ha già conquistato due titoli Red Bull King of the Air, nel 2023 e nel 2024, e due titoli mondiali GKA Big Air, nel 2022 e nel 2023. L’idea di eseguire un salto dall’Ain Dubai è nata 18 mesi fa, dopo aver visto una ruota panoramica più piccola e aver iniziato a interrogarsi sulla fattibilità di uno stunt simile. Arrivato negli Emirati Arabi, la vista dell’Ain Dubai gli ha fatto subito capire di aver trovato il luogo giusto.

Principi: Non sapevo ancora in che modo, ma ho detto ok, possiamo farlo

Per dare un’idea del livello tecnico della sfida, in una gara di Big Air un salto di 15 metri è già considerato notevole, mentre a livello élite si raggiungono i 25 o 30 metri. In termini puramente numerici, un kite drop dall’Ain Dubai equivale a dieci salti Big Air di altissimo livello impilati uno sopra l’altro. Una performance, di fatto, senza precedenti nel kitesurf!

A supervisionare l’operazione, dalla fase preparatoria fino all’esecuzione è stato Sergio Cantagalli, direttore sportivo del Red Bull King of the Air, forte di 40 anni di esperienza negli sport da tavola ad alte prestazioni. La sua competenza nei formati Big Air, nei sistemi di sicurezza e nelle produzioni ad alto rischio si è rivelata fondamentale per la buona riuscita dell’impresa.

La finestra utile per il tentativo era di tre giorni, ma diversi intoppi e difficoltà, che hanno costretto il team a un lavoro febbrile e a notti insonni, hanno fatto temere che tutto potesse sfumare. Principi, però, non è tipo da farsi scoraggiare:
“Quando voglio fare qualcosa, quando ce l’ho davvero fissa in testa, mi sento in missione e insisto finché non la raggiungo. Anche a costo di rimanere qui un altro mese, non avrei mai lasciato la città senza saltare. Era come avere un peso enorme da togliermi di dosso“.

Andrea Principi. Credit: Joerg-Mitter Red-Bull / Content Pool

Il momento decisivo è arrivato nell’ultimo giorno utile, il 27 febbraio.

Salendo sul tetto della cabina numero 27, un dettaglio che ha interpretato come un segno, Principi era assolutamente risoluto. Durante l’ascesa ha provato a far volare il suo kite Duotone da 15 metri quadrati, ma per diversi metri il vento è stato troppo leggero per sostenerlo. Metro dopo metro è riuscito infine a stabilizzare la vela e a raggiungere il punto più alto.

Alle 6:54 del mattino, ora locale, è arrivato il momento della verità, così descritto dallo stesso Principi: “Quando sono arrivato in cima, con il kite sopra la testa e la tavola in posizione, non riuscivo a crederci. Mi sono detto ok, non pensare, vai e salta. Non ho nemmeno guardato verso il basso. Davanti a me il sole era rosso e lo skyline della città era stupendo. Non ho parole per descrivere la sensazione che ho provato mentre balzavo dalla cabina“.

Manovrando abilmente il kite come se fosse un paracadute, l’atleta italiano ha completato sei loop “Around the World”, gestendo un vento di circa 14 nodi per poi atterrare dolcemente sulle acque del Golfo Persico.

Cantagalli, a caldo subito dopo l’impresa, non ha nascosto emozione e stupore: “Siamo riusciti a fare qualcosa che probabilmente non ci aspettavamo nemmeno. Non chiedetemi come sia successo, l’abbiamo fatto ed è l’unica cosa che conta. Un kite non è un paracadute, non è fatto per volare. Ma Andrea conosce i propri limiti e quelli dell’attrezzatura meglio di chiunque altro. Solo lui aveva l’esperienza e il giusto mindset per trasformare in realtà quanto abbiamo progettato in giorni e notti di lavoro“.

Per Principi questa impresa rappresenta un nuovo capitolo di una carriera all’insegna del superamento costante dei limiti. Se esiste un confine per ciò che si può fare nel kitesurf, lui non lo ha ancora trovato:
“Non posso vivere una vita normale. Ho bisogno di spingermi costantemente al limite”.  

E alla domanda su cosa verrà dopo la risposta è chiara: “Qualcosa di incredibile che nessuno ha mai fatto”.

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.