Indagine Bankitalia: Lazio cresce più media nazionale

Comitato Europeo Regioni: dichiarazione Roberta Angelilli
Roberta Angelilli - foto archivio -

Angelilli: Export, investimenti, turismo trainano economia, priorità lavoro-coesione territoriale

L’indagine della Banca d’Italia ci consegna un sistema economico del Lazio solido e resiliente con un comparto industriale competitivo sui mercati internazionali e capace di affrontare un contesto geopolitico particolarmente complesso“.

Lo dichiara la vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, al Commercio, all’Artigianato, all’Industria e all’Internazionalizzazione della Regione Lazio Roberta Angelilli, commentando il rapporto annuale “L’economia del Lazio 2025”, presentato mercoledì 10 giugno presso la sede della Banca d’Italia di Via Nazionale a Roma.

Il rapporto conferma la solidità del sistema economico regionale e la capacità del Lazio di cogliere le opportunità offerte dagli investimenti pubblici, dall’internazionalizzazione delle imprese e dal rilancio del turismo.

Nel 2025 l’economia regionale è cresciuta dello 0,6% in termini reali, un dato superiore alla media nazionale dello 0,5%, grazie al contributo dei consumi, degli investimenti e delle esportazioni. Un risultato che consolida il ruolo del Lazio tra le principali locomotive economiche del Paese.

Positivi anche i dati dell’industria, il cui valore aggiunto è cresciuto dello 0,8%, confermando una dinamica superiore alla media nazionale e la capacità del tessuto produttivo regionale di mantenere elevati livelli di competitività.

Tra gli elementi più significativi emerge il forte impulso generato dagli investimenti pubblici legati al Pnrr e al Giubileo 2025. Gli investimenti fissi lordi degli enti territoriali sono aumentati del 21,6%, mentre il settore delle costruzioni ha registrato una crescita del 3,6%, superiore alla media italiana del 2,4%, contribuendo alla modernizzazione delle infrastrutture e al sostegno dell’economia locale.

Particolarmente brillante la performance delle esportazioni, cresciute del 9,6%. A trainare l’export sono stati soprattutto il comparto farmaceutico, in aumento del 17,7% e ormai rappresentativo di circa la metà delle vendite di beni della regione, e il settore dell’aerospazio, con risultati significativi nei comparti degli aeromobili e dei veicoli spaziali, che confermano l’elevata specializzazione del Lazio. Un risultato che testimonia la competitività internazionale delle imprese regionali e la capacità del territorio di attrarre investimenti nei settori ad alto valore aggiunto.

Anche il turismo ha fornito un contributo decisivo alla crescita. La spesa dei visitatori stranieri è aumentata del 19,2%, sostenuta anche dagli eventi giubilari con effetti positivi sui consumi, sull’occupazione e sulle attività economiche collegate all’accoglienza e ai servizi, settore che ha registrato una crescita dello 0,4%.

Positivo anche il quadro delle condizioni economiche e finanziarie di imprese e famiglie. Oltre l’80% delle aziende dell’industria e dei servizi prevede di chiudere l’esercizio in utile; il credito alle imprese è tornato a crescere, i tassi di interesse sono diminuiti e le famiglie hanno beneficiato di un recupero del reddito reale e del potere d’acquisto. Crescono inoltre i mutui per l’acquisto della prima casa con oltre un terzo delle nuove erogazioni destinato agli under 35.

La qualità del credito si mantiene su livelli storicamente elevati, mentre continuano ad aumentare depositi bancari e investimenti finanziari di famiglie e imprese. Significativa anche la crescita dei prestiti alle imprese, aumentati dell’8,2%, a conferma della fiducia nel sistema produttivo regionale.

Accanto ai risultati positivi, il rapporto richiama l’attenzione su alcune sfide che il Lazio dovrà affrontare per consolidare la crescita nel medio periodo.

Il Lazio vuole continuare a investire sulla crescita e sull’espansione del proprio sistema produttivo. Gli indicatori descrivono una regione dinamica e competitiva, con filiere di eccellenza che tuttavia devono confrontarsi con le ricadute di uno scenario internazionale complesso e con il peso degli elevati costi energetici. Per questo la strategia regionale concentra le risorse del biennio in corso sul sostegno alle imprese, mobilitando complessivamente 1,2 miliardi di euro fino al dicembre 2026 tra contributi per l’innovazione, strumenti finanziari, accesso al credito e a fondo perduto e programmi di internazionalizzazione. Massimo impegno sarà finalizzato a superare i divari territoriali e a valorizzare le aree interne, sia in termini di reddito sia di opportunità economiche e sociali. Ridurre queste differenze rappresenta una condizione essenziale per garantire uno sviluppo più equilibrato e inclusivo” – conclude Angelilli -.

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