Formia, candidato sindaco centrosinistra: “E se fosse Anna Foa?”

Formia, candidato sindaco centrosinistra: "E se fosse Anna Foa?"
Anna Foa

Il PD ha il diritto-dovere di provare a convincere l’autrice de “Il suicidio di Israele”

L’età anagrafica, forse, potrebbe giocare a suo sfavore; ma se Donald Trump è diventato presidente degli Stati Uniti d’America a quasi 79 anni, non vediamo perché lei non possa aspirare a diventare primo cittadino di Formia quando di primavere ne avrà “appena” 81 (2026: data prevista per il rinnovo del Consiglio comunale e l’elezione del nuovo sindaco del Comune pontino).

Stiamo, ovviamente, riferendoci ad Anna Foa: storica, saggista, intellettuale lucida e finissima che, torinese di nascita, vanta un legame indissolubile con l’ex Perla del Tirreno, nella quale ha scelto di soggiornare e risiedere cosi come, molti anni prima, aveva fatto suo padre Vittorio: politico, sindacalista e padre della Repubblica che, tra l’altro, è seppellito nel locale cimitero di Castagneto.

Autrice del saggio “Il suicidio di Israele”, vincitore all’ultimo “Premio Strega”, celebrata per questo, dentro e fuori i social e i mezzi comunicazione di massa dalla città che, con gioia ed orgoglio, ha adottata lei e, prima di lei, il padre Vittorio, la Foa ha, a nostro dire, proprio il profilo giusto e può essere il nome adatto per unire quell’opposizione politico-amministrativa-culturale all’attuale sindaco e alla sua giunta, oggi un po’ divisa e dispersa tra personalismi, ripicche, assenza di visione e mancanze di strategie politiche unitarie, nella futura ma sempre più vicina corsa alla conquista della poltrona di primo cittadino del Comune del Sud Pontino e alla sua guida nel prossimo quinquennio.

Storico, come già scritto, il suo rapporto, familiare prima e personale poi, con il centro turistico-balneare all’estremo lembo della provincia di Latina. Forte, anche, il legame con quell’area politico-culturale di sinistra-centro che, nel lontano 1993, si coagulò intorno alla e sognò con la figura di Sandro Bartolomeo nella prima, esaltante, esperienza amministrativa dello psichiatra infantile alla guida dell’Ente di piazza del Municipio: area, poi, grandemente tradita se non, addirittura, bistrattata da molti di quelli in cui aveva riposta la propria fiducia e speranza e oggi frammentata, pulviscolare, oserei dire, in fazioni e frazioni che non sanno guardare al di là del proprio, limitato, naso/orizzonte.

Premesso che non è detto che Anna Foa accetti una proposta di candidatura a sindaco di Formia, crediamo che un tentativo, soprattutto da parte del Partito democratico che, voti alla mano, è la forza politica deputata a dare le carte e a stabilire le regole d’ingaggio di possibili, future, alleanze elettorali, vada fatto; anche perché, altrimenti, ove si resti sulle attuali posizioni che già quattro anni addietro portarono, irresponsabilmente, a consegnare l’amministrazione cittadina al centrodestra pur diviso, si corre seriamente il rischio di ripetere gli stessi errori e andare incontro alla medesima se non più umiliante sconfitta nelle urne e, considerato che “errare humanum est, perseverare autem diabolicum“, stavolta crediamo proprio che la città di Formia, a cominciare dal proprio elettorato, non lo capirà e/o perdonerà.

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