Domenico Caliendo: 1 minuto silenzio in Consiglio comunale

Domenico Caliendo: 1 minuto silenzio in Consiglio comunale
Immagini presidenza Consiglio comunale - foto archivio -

Ulteriore cordoglio espresso per Enzo D’Agostino e Angela Luce

Presenti 26 consiglieri, i lavori del Consiglio comunale si sono aperti martedì 24 febbraio con la richiesta della presidente Enza Amato di osservare un minuto di silenzio in memoria del piccolo Domenico Caliendo, morto a seguito del fallito trapianto presso l’ospedale Monaldi di Napoli.

Su richiesta del consigliere Walter Savarese d’Atri, l’Aula ha tributato un applauso ad Alfonso Ghezzi, dirigente del Comune di Napoli recentemente scomparso. Un ulteriore minuto di silenzio è stato osservato per l’artista Angela Luce e per il paroliere Enzo D’Agostino, anch’essi recentemente scomparsi, ricordati rispettivamente dai consiglieri Toti Lange e Salvatore Guangi.

L’Aula ha proceduto all’attribuzione e alla convalida del seggio resosi vacante a seguito delle dimissioni di Salvatore Madonna, eletto in Consiglio regionale, con l’ingresso di Tommaso Nugnes. Il capogruppo del Partito Democratico Gennaro Acampora ha accolto Nugnes ricordandone l’impegno sul territorio e ringraziando Madonna per il lavoro svolto. Numerosi consiglieri, di maggioranza e opposizione, hanno espresso apprezzamento e commozione, richiamando la figura di Giorgio Nugnes come riferimento politico e umano per la città. È stato sottolineato il valore del radicamento territoriale e della responsabilità che accompagna il nuovo incarico. Nel suo intervento, Tommaso Nugnes ha ricordato Ciro Formica e ringraziato Salvatore Madonna e suo padre Giorgio per l’esempio di impegno civile e politico. 

Per questioni urgenti, Walter Savarese d’Atri (Manfredi Sindaco) ha proposto che il compenso odierno dei consiglieri comunali sia devoluto a sostegno della ricostruzione del Teatro Sannazaro, recentemente distrutto da un incendio.

Pasquale Esposito (Partito Democratico) ha ricordato la figura del consigliere municipale Ciro Formica, recentemente scomparso, intervenendo poi sul tema del precariato nelle società partecipate, con particolare riferimento alla situazione di Napoli Servizi, recentemente coinvolta in assunzioni interinali che rischiano di alimentare ulteriori aspettative di futura stabilizzazione; secondo il consigliere sarebbe preferibile procedere con un numero minore di assunzioni ma a tempo indeterminato.

Nel corso della seduta è intervenuto anche Aniello Esposito (Partito Democratico) che ha sollecitato un intervento concreto per superare lo stallo relativo al precariato delle maestre comunali, chiedendo soluzioni strutturali e non temporanee. Ha inoltre espresso contrarietà rispetto alle modifiche delle mansioni all’interno di Napoli Servizi, ritenendo necessario un confronto approfondito sulle ricadute organizzative e occupazionali.

Massimo Cilenti (Napoli Libera) ha proposto l’avvio di una campagna di informazione corretta e trasparente sul tema della donazione degli organi, al fine di contrastare disinformazione e pregiudizi. Ha inoltre chiesto la realizzazione di un censimento puntuale sullo stato di manutenzione delle strade cittadine, quale base oggettiva per programmare gli interventi e definire le priorità operative.

Mariagrazia Vitelli (Partito Democratico) ha sollecitato il sindaco affinché richieda in sede ANCI l’adesione alla campagna per il rilascio del contrassegno unico europeo per le persone con disabilità, che consentirebbe una migliore mobilità a livello nazionale e internazionale, riducendo gli ostacoli burocratici.

Annamaria Maisto (Azzurri Noi Sud Napoli Viva) ha richiamato l’attenzione sul tema della precarietà nelle partecipate, evidenziando la necessità di evitarla, e ha ricordato il lavoro svolto dall’Amministrazione per l’assunzione dei lavoratori dalla graduatoria ASIA.

Gennaro Demetrio Paipais (Forza Italia) ha ricordato la vicenda del rogo del Teatro Sannazaro e ha annunciato la presentazione di un ordine del giorno per prevedere agevolazioni fiscali temporanee a favore degli attori e delle maestranze del teatro, esprimendo solidarietà ai gestori e alla proprietà.

Salvatore Guangi (Forza Italia) ha denunciato il permanere di gravi disagi negli alloggi ERP nonostante le risorse impegnate per la manutenzione, parlando di una condizione di abbandono per molti residenti e chiedendo un incontro con l’Amministrazione per approfondire lo stato degli interventi. Ha inoltre richiesto chiarimenti sulle assunzioni effettuate da Napoli Servizi, annunciando la presentazione di una denuncia in merito a presunte procedure non trasparenti.

Ciro Borriello (Movimento 5 Stelle) ha illustrato la situazione nell’area di Napoli Est, segnalando il passaggio frequente di camion e l’utilizzo di terreni per il deposito di container fino a nove piani di altezza, evidenziando il deterioramento della viabilità e la formazione di numerose buche stradali. Ha chiesto la convocazione di un tavolo con l’assessore competente e con la presidente della Commissione Salute e Verde per affrontare in modo strutturato le criticità in merito al Distretto Sanitario di Barra-Ponticelli.

Rosario Andreozzi (Napoli Solidale) è intervenuto sulla situazione di via Ansaldo, sottolineando le problematiche riscontrate e i ritardi accumulati, ritenendo urgente un incontro con le famiglie per fare chiarezza.

La presidente Amato ha condiviso le osservazioni, ribadendo la necessità di restituire dignità e rassicurazioni agli abitanti degli alloggi comunali.

Gennaro Rispoli (Napoli Libera) ha evidenziato l’importanza di disporre di dati aggiornati sulla salute pubblica e sulla distribuzione delle patologie nei diversi distretti territoriali della ASL, sottolineando la necessità di connettere l’azione delle municipalità con quella del sistema sanitario.

Il consigliere Flocco (Movimento 5 Stelle) ha richiamato l’attenzione sul nuovo contratto di rifunzionalizzazione di Napoli Servizi, in particolare nel comparto scuola, evidenziando che molti lavoratori sarebbero stati demansionati a seguito delle modifiche organizzative.

Infine, Gennaro Esposito (Misto) ha denunciato la presenza di raccoglitori per rifiuti speciali installati in luoghi storici della città, in particolare in Piazza Dante. Ha infine chiesto di valutare una migliore distribuzione delle deleghe assessorili relative ad ambiente e politiche sociali.

Manca il numero legale, rinviata la votazione sulla costituzione di “Napoli Patrimonio S.p.A.”

Il Consiglio comunale ha quindi rinviato, per mancanza del numero legale, la votazione della deliberazione relativa alla costituzione di “Napoli Patrimonio S.p.A.”, società interamente pubblica partecipata indirettamente dal Comune tramite Napoli Holding.

Il provvedimento, illustrato in Aula dall’assessore al Bilancio e al Patrimonio Pier Paolo Baretta, si inserisce nel percorso di riordino del sistema delle società partecipate avviato dall’Amministrazione in coerenza con gli impegni assunti con il Governo attraverso il Patto per Napoli. La proposta prevede la costituzione di una nuova società per azioni destinata alla gestione, manutenzione, valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare comunale a reddito o potenzialmente produttivo di reddito, in parallelo al riassetto funzionale di Napoli Servizi e al rafforzamento organizzativo della holding comunale.

Nel corso della discussione sono emerse valutazioni articolate da parte dei gruppi consiliari.

Il consigliere Sergio D’Angelo (Napoli Solidale Europa Verde Difendi la città) ha espresso preoccupazione per l’impianto della delibera, ritenendo che la scelta possa rischiare di indebolire, anziché rafforzare, l’azione dell’Amministrazione. Ha sostenuto che sarebbe stato opportuno prevedere nello statuto della nuova società un fondo straordinario dedicato alla ristrutturazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, destinando i proventi dell’attività a favore del patrimonio residenziale pubblico. In presenza di tali caratteristiche, ha dichiarato che il voto sarebbe stato favorevole; in assenza del recepimento delle indicazioni emerse in Consiglio ha chiesto di rinviare la votazione del provvedimento per rivederne i contenuti.

Rosario Andreozzi (Napoli Solidale Europa Verde Difendi la città) ha richiamato le obiezioni già sollevate sulla delibera, criticando in particolare il ricorso al lavoro interinale in Napoli Servizi e l’affidamento a una società esterna per la sua riorganizzazione. 

Dopo che l’aula ha respinto a maggioranza la proposta di rinvio avanzata dal consigliere D’Angelo, Gennaro Acampora (Partito Democratico) ha espresso la proposta di sospendere i lavori e ha osservato che non esiste un modello perfetto di gestione del patrimonio immobiliare, ma occorre evidenziare e affrontare le criticità, a partire dalla divisione di competenze tra la nuova società e il servizio Politiche per la casa. La newco, ha sottolineato, deve diventare un punto di riferimento efficace per i cittadini e superare i limiti, in termini di risorse umane ed economiche, che hanno condizionato negli anni l’operatività di Napoli Servizi.

Iris Savastano (Forza Italia) ha ripercorso le fasi che hanno portato alla definizione della delibera, ricordando come perplessità siano state espresse sin dall’inizio sia in maggioranza sia in opposizione. Ha chiesto chiarimenti sul mancato contestuale deposito del piano di rilancio di Napoli Servizi e del piano industriale della newco, sull’insufficienza delle risorse umane, sul rapporto tra la nuova società e Invimit e sulle modalità con cui sarà garantito il potere di controllo del Comune.

Massimo Pepe (Azzurri Noi Sud Napoli Viva) ha condiviso la proposta di sospensione dei lavori per approfondire gli aspetti critici del provvedimento e ha riconosciuto il lavoro svolto negli anni da Napoli Servizi nonostante le difficoltà. Il patrimonio pubblico, ha evidenziato, deve essere uno strumento di coesione sociale e non finalizzato alla mera valorizzazione economica. Occorre definire con chiarezza obiettivi, compiti della newco e sistema dei controlli, riducendo ogni margine di discrezionalità nelle scelte gestionali.

Salvatore Guangi (Forza Italia) ha sottolineato che non si possono attribuire responsabilità a Napoli Servizi per le criticità nella gestione del patrimonio, considerate le risorse limitate di cui ha potuto disporre. Ha inoltre evidenziato che le perplessità emerse anche all’interno della maggioranza richiedono un’attenzione particolare sulle scelte da compiere.

Nella replica, l’assessore Pier Paolo Baretta ha richiamato il lungo iter che ha portato la delibera all’esame dell’Aula e ha parlato di due equivoci di fondo.

Il primo riguarda l’eventuale indebolimento di Napoli Servizi: la società, ha ricordato, ha subito nel tempo scelte politiche che ne hanno condizionato il percorso, determinandone un progressivo affaticamento. L’obiettivo dell’Amministrazione è assicurare una mission strategica chiara a una società fondamentale per il Comune, distinta però dalla gestione del patrimonio. La riorganizzazione in atto, ha precisato, è orientata al rilancio e non al depauperamento, ed è condotta senza crisi aziendali, circostanza non frequente in operazioni di questo tipo. Napoli Servizi e Napoli Patrimonio, ha aggiunto, svolgeranno missioni paritarie ma differenziate, con una migliore articolazione delle funzioni.

Il secondo equivoco riguarda l’idea che la nuova società sia uno strumento per fare cassa. L’obiettivo, ha ribadito, non è questo; bensì rafforzare la capacità gestionale e organizzativa del Comune in una fase di trasformazione della città.

A seguito della replica dell’assessore, l’Aula ha approvato all’unanimità una sospensione dei lavori per consentire ulteriori approfondimenti tra i gruppi consiliari e l’Amministrazione.

Alla ripresa, presenti 23 consiglieri, Sergio D’Angelo ha ribadito la contrarietà del gruppo “Napoli Solidale – Europa Verde Difendi la città” al testo della delibera, annunciando l’uscita dall’Aula e auspicando un confronto con il sindaco per approfondire il tema. Prima di lasciare i lavori, il capogruppo ha chiesto la verifica del numero legale.

All’esito della verifica, con 18 consiglieri presenti, la presidente del Consiglio comunale Enza Amato ha dichiarato sciolta la seduta per mancanza del numero legale

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.