Diritti Persone con Disabilità: 1° bilancio Autorità Garante

Diritti Persone con Disabilità: 1° bilancio Autorità Garante
Credits photo: Riccardo Pravettoni

Si è svolta mercoledì 15 aprile, presso la Sala della Regina di Palazzo Montecitorio, la presentazione al Parlamento e al ministro per le Disabilità della prima Relazione annuale dell’Autorità Garante nazionale dei diritti delle persone con disabilità, relativa all’attività svolta nel 2025, ai sensi dell’articolo 4 del decreto legislativo n. 20/2024.

L’evento ha rappresentato un momento istituzionale di particolare rilievo: ha segnato il primo bilancio pubblico dell’Autorità dalla sua istituzione e ha posto al centro il tema della transizione “dalla garanzia formale alla tutela effettiva dei diritti delle persone con disabilità”, come recita il titolo della relazione.

La mattinata si è aperta con l’esecuzione dell’inno di Mameli, affidata al tenore Francesco Grollo, con l’accompagnamento al pianoforte dal Maestro Antonio Camponogara e con il coro in Lingua dei Segni Italiana dell’Istituto Statale di Istruzione Specializzata per Sordi “A. Magarotto” di Roma. A seguire, la lettura del messaggio del Presidente della Camera dei deputati Lorenzo Fontana e la testimonianza dell’Alfiere della Repubblica Aniello Capuano, persona con disabilità, che hanno contribuito a delineare il quadro valoriale e umano entro cui si inserisce l’azione dell’Autorità.

È intervenuto poi il Presidente del Collegio dell’Autorità Garante, l’avvocato Maurizio Borgo, che ha illustrato i principali contenuti della Relazione, soffermandosi sulle attività svolte nel primo anno. Nel corso del 2025, l’Autorità ha preso in carico oltre 1.300 segnalazioni, riguardanti soprattutto l’ambito scolastico con particolare riferimento a situazioni di mancata inclusione o interruzione dei percorsi educativi e terapeutici. Da queste segnalazioni sono emerse le prime raccomandazioni, finalizzate a garantire il diritto allo studio e la continuità dei percorsi per gli studenti con disabilità.

Il Garante rappresenta una figura ponte tra i cittadini e le Istituzioni, tra il livello normativo e quello concreto della vita quotidiana – ha spiegato l’Avvocato Maurizio Borgo, Presidente dell’Autorità Garante -. Non si limita a evidenziare il mancato rispetto della norma, ma ha il compito di favorire l’emersione delle disuguaglianze, di prevenire la discriminazione strutturale e sistemica, di attivare processi trasformativi della società nel senso della piena partecipazione di tutti. La sua è una funzione di ‘avanguardia costituzionale’ che consente di colmare una lacuna dell’ordinamento nell’apprestare quelle misure a cui la Costituzione richiama la Repubblica per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini”.

Maurizio Borgo. Credit: Riccardo Pravettoni

Un ruolo centrale nell’azione dell’Autorità è stato rappresentato dall’utilizzo degli accomodamenti ragionevoli, strumenti giuridici previsti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, che hanno consentito interventi concreti in diversi ambiti. Tra i casi più significativi figurano il riconoscimento del diritto agli stalli di sosta personalizzati, una maggiore flessibilità nei percorsi universitari e la promozione del lavoro agile come leva di inclusione. Fondamentale, anche in questo senso, il contributo degli altri due membri del Collegio dell’Autorità, che hanno concorso alla definizione delle principali direttrici di lavoro e delle prospettive di sviluppo dell’azione istituzionale delineate nella Relazione.

Oggi intendiamo ribadire che i diritti non sono concessioni, ma impegni costituzionali e internazionali da attuare con continuità – ha ricordato il professor Francesco Vaia, membro Vicario del Collegio. Parole come inclusione e progetto di vita devono essere incarnati nella realtà e per far questo c’è bisogno di una ‘visione’ strategica del Paese. Dobbiamo chiederci che tipo di società stiamo costruendo e che tipo di società, invece, dovremmo costruire, cioè una società che metta al centro per davvero la persona. È fondamentale anche intervenire per eliminare le disabilità prevenibili e quindi investire maggiormente in ricerca, nell’invecchiamento attivo e nelle politiche antinfortunistiche a partire dalla domotica. Infine, un invito alle forze politiche a sostenere il lavoro dell’Autorità”.

L’attività dell’Autorità nel 2025 si è sviluppata anche attraverso la partecipazione a numerosi tavoli istituzionali e tecnico-operativi, contribuendo a interventi in ambiti strategici: dalla riforma degli istituti di interdizione, inabilitazione e amministrazione di sostegno, all’assistenza sanitaria ospedaliera, fino al miglioramento dell’accessibilità nei trasporti e alla promozione di nuovi modelli abitativi inclusivi. Da segnalare anche il monitoraggio sul territorio da parte dell’Autorità, attraverso visite presso strutture che ospitano persone con disabilità realizzate in collaborazione con i NAS dei Carabinieri con l’obiettivo di verificare le condizioni di assistenza e il rispetto dei diritti fondamentali.

Il Garante è, prima di tutto, dalla parte delle persone con disabilità e delle loro famiglie: ne ascolta le difficoltà, ne riconosce i diritti e si impegna a trasformarli in risposte concrete – ha concluso l’ingegnere Antonio Pelagatti, membro del Collegio. Questa posizione non è solo un principio, ma una responsabilità istituzionale che guida ogni azione, con l’obiettivo di superare modelli frammentati e ancora troppo distanti dalla vita reale. In questa direzione, il percorso che introduce la riforma con l’introduzione del progetto di vita rappresenta un passaggio fondamentale, che il Garante è chiamato a rendere effettivo. Il nostro impegno è chiaro: fare in modo che i diritti non restino sulla carta, ma diventino esperienza quotidiana, concreta ed esigibile per ogni persona, in ogni territorio”.

Alessandra Locatelli. Credit: Riccardo Pravettoni

L’evento si è concluso con l’intervento del ministro per le Disabilità Alessandra Locatelli che ha sottolineato come, oltre alle norme e alle risorse, sia importante la spinta della società civile per arrivare a una cultura della piena partecipazione delle persone con disabilità.

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