Retrocessione in A2 sempre più concreta, mandato via anche Pedro Llompart
L’ultimo, in ordine di tempo, a ricevere una metaforica pedata nelle terga dalla società del presidente Federico Grassi, è stato il direttore dell’area tecnico-sportiva Pedro Llompart: invitato, si fa per dire, a liberare il proprio ufficio ed a lasciare una nave, quella della squadra napoletana di pallacanestro, che viene giù ed affonda, giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, turno dopo turno, peggio che il Titanic. Il sollevamento dall’incarico del dirigente iberico che segue quello, ravvicinato e preceduto di qualche settimana, del tecnico Igor Milicic, sostituito dal novizio, in Serie A1, Giorgio Valli – il profilo di coach perfetto per dare il ferale colpo di grazia alle ultime, residue, labili speranze di raddrizzare una stagione nata male e proseguita peggio -, si aggiunge a una lista fin qui lunga che ha interessato anche diversi elementi del roster azzurro quali, per esempio, Dario Dreznjak e Deane Williams – giusto per citarne alcuni -. Uscite che sono state compensate da entrate che, finora, non hanno sortito gli effetti sperati e che fanno assomigliare la Napoli Basket, lontanissima parente di quella bella e vincente ammirata appena una stagione fa sui parquet di mezza Italia, a un albergo con le porte girevoli dove vige un andirivieni che neppure in aeroporto alla vigilia delle partenze e degli arrivi per le festività natalizie o per le vacanze estive.
In tutto questo, con la squadra che sprofonda letteralmente verso il ritorno in Serie A2, capace di zero vittorie in dieci partite fin qui disputate in massima divisione, equivalenti a un bottino, si fa per dire, di nessun punto in classifica, mentre i tifosi che con una campagna abbonamenti da record hanno sostenuto società e squadra sono sconcertati – per non dire altro -, c’è chi, però, come nei giorni immediatamente precedenti all’esplosione del Vesuvio ed alla distruzione di Pompei ed Ercolano nel 79 d.C., procede come se fosse ignaro della sciagura – in questo caso puramente sportiva – che sta per abbattersi: la società Napoli Basket ed il presidente Federico Grassi. È infatti tutto un fiorire di iniziative extra-parquet tra acquisizioni e rinnovi di nuovi e vecchi sponsor; progetti di fantomatici ed avveniristici palazzetti dello sport da tirar su ex novo in centro città; iniziative a sfondo politico-sociale intraprese con il benestare e il sostegno dell’Amministrazione comunale. Insomma, ai piani altissimi di viale Gramsci si procede come se non ci fosse un domani e come se il baratro della serie inferiore della pallacanestro non fosse lì a un passo, lontana solo per una mera questione matematica.
Chi scrive è certo che chi dirige gli azzurri della palla a spicchi sappia quello che fa e, soprattutto, dove voglia arrivare alla fine di questa fin qui disgraziata annata; ma si limita a registrare che i tifosi, e non solo loro, sono seriamente preoccupati.
