“Accogliamo con grande favore la decisione di Eni di ridurre del 20% il prezzo dei carburanti destinati all’agricoltura e alla pesca. Una misura concreta che interviene su una delle principali voci di costo per le imprese e rappresenta un sostegno importante per due comparti strategici della nostra economia. È un segnale di responsabilità e attenzione verso il sistema produttivo che si inserisce nel percorso tracciato dal Governo Meloni e dal ministro Lollobrigida a sostegno del settore primario. Dal credito d’imposta agli interventi sul costo dei carburanti, fino alle misure per favorire investimenti e competitività, il Governo Meloni ha posto agricoltura e pesca al centro della propria azione, riconoscendone il valore economico, sociale e strategico per la Nazione. Una direzione che la Regione Lazio condivide e sostiene con convinzione, attraverso politiche rivolte alla crescita e al rafforzamento delle nostre imprese. Agricoltura e pesca significano, infatti, lavoro, presidio del territorio e tutela delle nostre eccellenze. Per questo auspichiamo che l’iniziativa di Eni possa essere prorogata oltre ottobre e che altri operatori seguano questo esempio, contribuendo allo sforzo delle istituzioni per sostenere concretamente le imprese“.
È quanto dichiarato in merito dall’assessore all’Agricoltura, alla Sovranità Alimentare e al Bilancio della Regione Lazio Giancarlo Righini che, poi, è intervenuto anche sulle misure straordinarie messe in campo dalla Regione Lazio a sostegno delle imprese agricole.
“Questa mattina abbiamo ricevuto le note trasmesse da Coldiretti Lazio sulle difficoltà che stanno interessando alcuni comparti strategici della nostra agricoltura e sull’impatto dell’aumento dei costi di produzione, a partire dal gasolio agricolo. Sono problematiche sulle quali siamo già al lavoro per individuare, con la consueta rapidità, strumenti e risorse in grado di fornire risposte concrete alle imprese agricole” – ha affermato -. Il quadro richiede una valutazione complessiva e interventi che tengano conto delle specificità delle diverse filiere. Le tensioni internazionali, l’aumento dei costi energetici e dei principali fattori produttivi e alcune dinamiche di mercato stanno comprimendo i margini delle aziende, rischiando di incidere sulle scelte produttive dei prossimi mesi. Non possiamo permettere – ha proseguito Righini – che imprese sane e filiere che rappresentano un patrimonio economico e identitario del Lazio siano costrette a ridimensionare le proprie attività per fattori congiunturali che sfuggono al loro controllo. Una delle principali questioni poste riguarda il gasolio agricolo, il cui incremento di costo incide trasversalmente sull’intero settore: dalle lavorazioni nei campi alla movimentazione dei mezzi, fino alle attività zootecniche e alle produzioni in serra. La Direzione regionale sta già verificando le possibili soluzioni, valutandone sostenibilità finanziaria, modalità applicative e compatibilità con la normativa vigente. Particolare attenzione è riservata anche alla situazione del grano duro, per il quale all’aumento dei costi di gasolio, concimi, fertilizzanti e degli altri fattori produttivi non è corrisposto un adeguato incremento del valore riconosciuto ai produttori. Il comparto cerealicolo è un patrimonio che dobbiamo difendere. Dietro ogni ettaro coltivato a grano ci sono imprese, famiglie e territori, oltre a filiere che nel Lazio hanno saputo integrare produzione e trasformazione, valorizzando anche varietà particolari e grani antichi. Dobbiamo evitare che una fase negativa del mercato determini l’abbandono delle coltivazioni, con conseguenze difficilmente reversibili. Stiamo inoltre approfondendo le criticità del comparto ovicaprino – ha quindi aggiunto l’assessore – dove all’incremento dei costi di produzione si sommano la flessione delle vendite e dei prezzi, le preoccupazioni per il prezzo del latte alla stalla e gli effetti della Blue Tongue. La zootecnia svolge una funzione che va oltre il valore economico della produzione: significa presidio delle aree rurali, tutela del territorio, mantenimento delle attività nelle zone interne e salvaguardia di produzioni agroalimentari che identificano il Lazio in Italia e all’estero. Il comparto ha affrontato mesi particolarmente complessi e stiamo lavorando per individuare una risposta efficace e rapidamente attivabile. Analoga attenzione riguarda la filiera bufalina. L’obiettivo deve essere duplice: affrontare l’emergenza e, allo stesso tempo, rafforzare strutturalmente le nostre filiere. Sostenere l’agricoltura significa creare le condizioni affinché le imprese possano programmare, investire e continuare a produrre reddito. La priorità è dare alle imprese agricole del Lazio un segnale chiaro: la Regione c’è e non intende lasciarle sole in questa fase di difficoltà. Vogliamo lavorare alle soluzioni e attivare nel più breve tempo possibile gli strumenti concretamente disponibili. Agricoltura e allevamento sono strategici per l’economia regionale, la nostra sovranità alimentare e la tutela dei territori. Difendere la capacità produttiva delle aziende – ha infine concluso Giancarlo Righini – significa difendere il lavoro, le filiere, le eccellenze agroalimentari e il futuro delle aree rurali del Lazio. Su questo l’impegno della Regione sarà massimo“.
