Addio Pippo Baudo: questa non ce la dovevi fare

Addio Pippo Baudo: questa non ce la dovevi fare
Pippo Baudo

Il presentatore si è spento, all’età di 89 anni, a Roma

Questa non ce la dovevi fare Pippo! Andartene così, in un’afosa serata di ferragosto, senza avvisare, in punta di piedi, tu che, invece, fino all’altro ieri la scena l’avevi sempre occupata tutta con la tua presenza; e che presenza!

Pianista, cantante, attore ma, soprattutto, presentatore: già, perché nell’Italia della televisione, quando ancora c’era la tv, prima in bianco e nero e poi a colori, conduzione televisiva e Pippo Baudo sono sempre stati, praticamente, sinonimi; esempio plastico, prova provata di una perfetta simbiosi tra l’attore e la maschera, tra la persona e il personaggio, tra l’uomo e il ruolo o, se preferite, il suo lavoro.

Ultimo, anagraficamente parlando, di quella straordinaria ed irripetibile generazione di presentatori che hanno vista nascere e crescere, attraverso la Rai, Radio Televisione Italiana, la tv nazionalpopolare come, allora, in senso quasi spregiativo, qualcuno soleva definire una certa idea e gestione del mezzo televisivo che indignava certa critica ma intercettava i gusti profondi e veri del pubblico: i Corrado Mantoni, i Mike Bongiorno, gli Enzo Tortora.

Tuo padre ti avrebbe voluto avvocato ma tu e la conduzione televisiva eravate già un tutt’uno pur quando ancora non ti destreggiavi, come pochi, in uno studio televisivo come nel salotto di casa tua.

Sei stato sì un presentatore a tutto tondo ma, soprattutto, un pigmalione, uno scopritore di talenti, un trampolino di lancio per tutti quei giovani che volevano affacciarsi al mondo dello spettacolo. Celebre la frase “l’ho scoperto io”, con la quale si sottolineava, in maniera a volte ironica ma sempre affettuosa, la tua capacità di lanciare, in quello che gli americani definiscono lo “star system“, giovani aspiranti ballerini, cantanti, comici, ecc. ecc. Su tutti, ovviamente, ricordiamo Lorella Cuccarini e Beppe Grillo, ma la lista sarebbe lunga e, forse, non ci starebbe in un articolo di giornale.

E così, tu che dai tuoi detrattori, a torto, sei spesso stato accusato di essere un iper-presenzialista, capace di presentare e occupare qualunque spazio televisivo a disposizione nell’etere televisivo pubblico – perché avevi provato a “tradire” mamma Rai con papà Silvio Berlusconi, ma proprio non ce la facesti a consumare fino in fondo l’adulterio e tornasti, più professionale e combattivo di prima, tra le braccia di quel servizio pubblico che per te era casa, famiglia, lavoro, missione, tutto), te ne sei andato, ad 89 anni, discreto, silenzioso, solitario in un’afosa serata di ferragosto dell’estate 2025; mentre in quella televisione che non è più la tua televisione da un pezzo, tra una cocomerata in spiaggia ed una grigliata in giardino, qualcuno, distrattamente, guardava l’ennesima replica, di sottofondo, in onda su uno dei mille canali sempre più uguali, in peggio, a sé stessi.

Ciao, Pippo!

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