Si è conclusa oggi la mostra “Latina – Arsenal. Il sogno del 1965. Luigi Peronace, Tommaso Cifra, John Charles”, organizzata al museo civico “Duilio Cambellotti” di Latina nell’ambito delle iniziative del Villaggio Europeo dello Sport. L’esposizione di foto, coppe scarpini e maglie d’epoca ha accompagnato il ricordo e il racconto dello storico incontro tra Latina e Arsenal e dei personaggi locali del mondo del calcio come Gigi Peronace e Tommaso Cifra e dell’attaccante gallese, classe 1931, John Charles, maestro di fair play divenuto calciatore della Juventus.
Questa mattina, a margine della mostra organizzata dall’associazione culturale sportiva “Terra Pontina”, si è tenuto il convegno “Quel 9 maggio 1965, quando Latina toccò il cielo d’Europa“, a cui hanno partecipato, tra i tanti appassionati di sport, il sindaco Matilde Celentano e l’assessore allo Sport Andrea Chiarato.
“Un’iniziativa bellissima che ha dato la possibilità ai ragazzi di oggi di conoscere la leggenda del calcio di Latina – ha commentato la prima cittadina, sottolineando l’importanza di rivivere la magia della storica partita -. Ringrazio – ha aggiunto il sindaco Celentano – gli organizzatori della mostra e del convegno per la divulgazione di un momento magico per la nostra città che rischiava di rimanere negli archivi e che invece è stato riportato alla luce, suscitando un grande interesse, testimoniato dai visitatori della mostra e dai partecipanti al convegno di oggi. Queste iniziative dimostrano quanto lo sport sia cultura, memoria e senso di appartenenza per la nostra comunità”.

“Il Villaggio Europeo dello Sport – ha affermato l’assessore Chiarato – ha trovato in questa iniziativa uno dei suoi momenti più alti: ricordare una pagina gloriosa come quella contro l’Arsenal non significa soltanto celebrare una grande impresa del passato, ma anche trasmettere alle nuove generazioni i valori autentici del rispetto, della passione e dell’identità sportiva di Latina. Un doveroso ringraziamento va all’associazione ‘Terra Pontina’ e a tutti coloro che hanno reso possibile la riscoperta di questo patrimonio collettivo”.
